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Iscritto il: 25/01/2026, 11:44
Questo nome ricorre molto spesso nei testi specializzati sullo studio della frana, soprattutto nel testo di Edoardo Semenza "La storia del Vaiont scritta dal geologo che ha scoperto la frana". Pian de la Paùsa e Pian del Canevèr sono in realtà la prosecuzione del medesimo sito, dalle medesime caratteristiche orografiche e orogenetiche. Coincide infatti con l'inizio del c.d. "sedile" della frana, quel tratto pianeggiante collocato al termine del ripido schienale di frana e subito prima del lago. Costituisce infatti la gigantesca zolla che sarà spinta in avanti dal distacco più alto di frana.

Il nome Canevèr fu aggiunto al cognome di molte famiglie per indicare la loro collocazione abitativa: ad es. famiglia Manarin "Canevèr".

L'area risultava particolarmente florida, tanto che alcuni abitanti di Casso vi si erano trasferiti in pianta stabile per tutto l'anno, attrezzandosi con stalle e latterie turnarie. La zona era infatti sfruttata sia per la fienagione che per l'allevamento del bestiame, ma anche per la rigogliosità degli alberi da frutto e per l'ottima qualità del legname. Le comunicazioni tra le due sponde in caso di necessità avvenivano con l'esposizione di alcuni segni bianchi che - avvistati da Casso - facevano partire qualche giovane di buona volontà che in un'ora di cammino era in grado di arrivare sul posto.

Il medesimo percorso veniva fatto dai bambini che vivevano in sponda sinistra per raggiungere la scuola a Casso e poi per tornare a casa: e ciò con qualunque condizione climatica!

Con la costruzione della diga, l'area fu interessata dall'apertura della strada di circonvallazione. Essa finì completamente distrutta dalla frana del 9 ottobre.

Le foto che seguono fanno parte dei fondi fotografici Le Vie della Memoria che ringrazio per la gentile concessione.
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