In questi giorni stiamo assistendo all'ennesima tragedia annunciata: quella di un paese probabilmente destinato a scomparire sotto il crollo del terreno su cui è stato edificato.
Ci troviamo di fronte a una frana con un'estensione di circa 4 km, con un paese di circa 27000 abitanti dei quali 1500 già sfollati, molti dei quali hanno già perso la casa e altri saranno destinati alla stessa sorte.
Sotto il profilo geologico, il centro abitato non è nuovo a fenomeni di assestamenti del terreno evidenziati dall'apertura di crepe e fessurazioni che già nell'ottobre 1997 - durante un periodo di piogge particolarmente insistente - avevano gettato nel panico la popolazione residente.
Il sito è infatti caratterizzato da un fenomeno stratigrafico molto complesso, costituito da una successione di sabbie sovrastanti livelli di argille e marne grigiastre che determina un marcato contrasto nelle proprietà geotecniche e, soprattutto, nella permeabilità. Infatti gli strati sabbiosi permettono una forte permeabilità del terreno alle precipitazioni atmosferiche, diventate negli ultimi decenni particolarmente imponenti; di contro, la presenza delle argille negli strati sottostanti impedisce il corretto drenaggio dell'acqua che così si accumula, intrappolata tra essi. La pressione idrostatica sotterranea trova sfogo nelle pareti più esterne, necessariamente più deboli, le quali cedono improvvisamente a strati che dall'esterno si portano verso il centro del paese secondo un andamento retrogressivo, con la conseguente compromissione delle case sovrastanti. L'avanzamento della frana è favorito dal piano di inclinazione della stessa, che da un margine di equilibrio stimato sui 35° si è ora attestato sugli 85°, quasi verticale agli assi stradali....
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Iscritto il: 25/01/2026, 11:44
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