Le "tracce di memoria" della tragedia non sono solo quelle che siamo abituati a vedere salendo alla diga.
Ve ne sono di molto più "intime", disseminate lungo la sponda del lago residuo, in un itinerario del ricordo che almeno una volta deve essere fatto. Sono piccoli (grandi) segni lasciati dai parenti di quelle che a torto la storia ci ha consegnato come vittime secondarie, quelle travolte dall'onda di risalita mentre si trovavano nelle loro abitazioni più prospicienti l'invaso. Di essi, ben pochi corpi saranno ritrovati.
Igor Bianchin (credits gruppo FB "il Vajont") ha percorso quei luoghi, immortalandone i punti più significativi.
Perchè Vajont è anche questo.
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Anche Nicola Sansone (credits gruppo FB "il Vajont") ha contribuito a questo percorso della memoria, nel ricordo di quelle povere anime portate via dall'onda di risalita.
Le foto sono state scattate in località Le Spesse nel febbraio 2026.
Le foto sono state scattate in località Le Spesse nel febbraio 2026.
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