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È notizia di oggi (Corriere delle Alpi 16/02/2026) del deposito presso la Regione Friuli Venezia Giulia di un’istanza per la verifica di assoggettabilità alla procedura di via per la realizzazione di una centrale idroelettrica che sfrutterebbe le acque di scarico del lago C convogliate nella galleria di sorpasso frana e scaricate in forra.

Il progetto prevede la captazione dell’acqua direttamente in galleria poco prima dello scarico, il suo dirottamento in un pozzo verticale di 120 metri che azionerebbe due turbine Pelton ad asse verticale collocate in una piccola centrale scavata in caverna, dalla potenza nominale 1,8 MW e produzione di circa 13 GW/h. Le acque così sfruttate sarebbero poi restituite al torrente con affluenza al Piave.

Costo dell’opera: 12 milioni di euro con ricavi stimati di circa 1,6 milioni all’anno.

Inutile dire che le polemiche si sono subito riaccese dopo che già nel 1996 era stata ventilata l’ipotesi di una derivazione ben più estesa con una nuova centrale più a valle. Polemiche che non toccano soltanto l’aspetto memorialistico di un’area già tanto duramente provata, ma anche un aspetto di sostenibilità economica e ambientale per un’opera che, se privata degli incentivi statali per le fonti rinnovabili, renderebbe in pratica meno della metà dei guadagni preventivati.

Cosa ne pensate?
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Mia opinione è che i costi preventivati quasi sicuramente raddoppieranno, come per ogni opera si realizzi in Italia e quindi sarebbe da capire bene la reale utilità e beneficio....leggevo che una parte dei profitti verrebbe destinata al territorio (in che modo e per che scopi? Che utilità per i residenti?). Poi cè sempre il discorso etico/morale, la sacralità del luogo non è in discussione e un'opera del genere sicuramente scuoterà molti animi.
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"La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre" - Albert Einstein

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La notizia, ovviamente, desta notevole interesse, soprattutto locale...quì alcuni link:

https://www.pordenonetoday.it/economia/ ... bT2oyabnqw

https://udinecapitale.it/nuova-centrale ... TAHJh-l7VA

https://www.facebook.com/photo/?fbid=12 ... _tn__=EH-R

La documentazione dell'istruttoria è pubblica, e reperibile quì: https://lexview-int.regione.fvg.it/serv ... ttoria#sel
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"La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre" - Albert Einstein

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Ciao a tutti! Affronto la mia prima discussione su questo sito e parto proprio da questa che sta facendo tanto rumore. Le volte che sono stato su in diga ho sempre sentito quei luoghi come un qualcosa di sacro e inviolabile, un po' come il Piave poco distante, fiume sacro alla Patria! Vai nei negozi di Erto, giri per le stradine di Casso e non puoi restare indifferente a tutto questo. Ma la mia formazione scientifica mi impone di separare il sentimento dalla ragione, il pathos dal raziocinio: dal ponte tubo vedi tutta quest'acqua che cade giù e ti domandi: si sarebbe potuta impiegare in qualcosa? Sì d'accordo, mi direte, già quell'impianto serve per tenere livellato il lago residuo ma se permettete trovo ugualmente un grande spreco gettare via acqua che non viene usata nemmeno per scopi irrigui....

Ed è qui che salta fuori la mia parte "scientifica"! Trovo l'idea di sfruttare un salto di 120 metri per azionare le due turbine quello che si dice la massima resa con la minima spesa. Facciamoci due conti: oggi nelle case degli italiani il contatore fornisce in genere 3 KW/h che bastano appena a far funzionare quello che si deve. Già ad attaccare una stufetta e una lavatrice - che sono carichi resistivi tra i più pesanti - corri il rischio che ti saltino i tappi! Il carbone inquina, il nucleare non lo vogliamo (con buona pace che le centrali più vicine le abbiamo appena oltre confine come se la radioattività avesse bisogno del passaporto...), cosa resta? L'idroelettrico! Vedo che Longarone è tuttora massimamente industrializzata, quindi mi viene spontaneo pensare a quanta corrente serva... Qui leggo che la "centralina" che si vorrebbe fare genererebbe circa 13 GW/h, è poco è tanto? Se parte di essi fosse destinato ai Longaronesi, con sgravi in bolletta, non sarebbe un modo per risarcirli in parte di tutto ciò che hanno dovuto patire?

Mi fermo qui per il momento, spero di non essere andato troppo oltre e di non avervi tediati!
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Buonasera a tutti.

Queste le mie considerazioni: quella del Vajont fu una tragedia immane determinata da un avidità senza scrupoli.
Secondo me permettere di ricavare guadagno da quello che rimane sarebbe perpetuare gli stessi ragionamenti di sfruttamento che hanno causato la morte di 2000 persone nonché danni indicibili ai sopravvissuti e al territorio.
L'acqua, con o senza dighe non scorre mai inutilmente, e anche quella che esce dalla galleria fa parte della memoria, intubarla per qualsiasi scopo sarebbe cominciare a dimenticare.

Grazie per l'attenzione.
Mai arrabbiarsi, solo meravigliarsi ...
(citazione Arturo Nicolodi)
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Pojana, però ancora non si separa il loglio dal grano...
Nessuno discute sulla necessità di ricordare quella tragedia, ci mancherebbe!

Solo mi sfugge in che modo si mancherebbe di rispetto limitandosi a sfruttare un'acqua che oggi non è sfruttata nemmeno per fini irrigui.

Grazie comunque per il confronto!
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Guardando da esterno, l'idea non è male anzi, andare a sfruttare quel salto per produrre energia pulita, con un impatto ambientale praticamente minimo e che porterebbe agevolazioni nella zona non è da sottovalutare. Se mi metto nei panni di un impresa del giro con disponibilità spingerei molto la causa.
Ma se ti metti nei panni di chi ha perso tutto, la situazione cambia, rimane difficile accettare di vedere riprendere dei lavori in un posto che a tutti gli effetti ha creato uno dei più grandi disatri italiani. È impossibile, ma se si riesce a immedesimarsi un attimo in chi ha vissuto direttamente la situazione, non puoi dargli torto.
Non vuole essere un post si/no centrale, ma una sommaria analisi da 2 punti di vista opposti.
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Grazie. Intanto sulla stampa di oggi emergono già le prime spaccature in seno alla stessa comunità: il sindaco di Longarone assolutamente contrario, quello di Erto favorevole... Certo bisognerebbe analizzare per bene il progetto, basarsi sui soli dati riportati dai giornali può essere fuorviante.
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Iscritto il: 25/01/2026, 11:44
Mah, io credo che questa storia si sgonfierà così come è stata montata...
Vorrei però capire chi è questa Welly Red che si è proposta per la realizzazione del progetto: le poche notizie che si trovano in rete non sono lusinghiere, viene data come impresa in liquidazione (vedi www.ufficiocamerale.it e www.aziendeeasy.it). Insomma, vedo più ombre che luci in questa vicenda...
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Petrektek ha scritto: 17/02/2026, 17:03 Grazie. Intanto sulla stampa di oggi emergono già le prime spaccature in seno alla stessa comunità: il sindaco di Longarone assolutamente contrario, quello di Erto favorevole... Certo bisognerebbe analizzare per bene il progetto, basarsi sui soli dati riportati dai giornali può essere fuorviante.
Nel mio post sopra, ho messo il link dove è possibile scaricare tutto il materiale annesso alla richiesta e presentato dalla ditta...ci sono disegni, schemi e planimetrie oltre ad altri documenti...ci si può fare un'idea.
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