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La diga

Messaggio da giacal »

Fu il progetto più ardito dell'epoca, di sicuro quello tecnicamente meglio riuscito anche alla luce delle sollecitazioni meccaniche cui fu sottoposto con la caduta della frana. Ancora oggi è annoverata come l'ottava diga più alta del mondo, la sesta a doppio arco.

Il significato di diga a doppio arco (o ad arco-cupola) sta nel suo criterio di realizzazione che prevedeva una curvatura sia sul suo asse verticale che su quello orizzontale.

Fu dedicata alla memoria dell'ingegner Carlo Semenza e, nei carteggi SADE successivi alla morte del professionista, figura appunto come "diga Carlo Semenza".

La sua collocazione primitiva doveva essere molto più a est, in località Ponte di Casso (oggi sommersa dalla frana) e con centrale di sfruttamento a Dogna. Naturalmente, le dimensioni dello sbarramento sarebbero state decisamente inferiori rispetto a quello poi realizzato nella forra del Colomber, con una quota di massimo invaso di "soli" 656 metri s.l.m. (quella del Vajont sarà di 722,50 metri s.l.m., appena tre metri sotto il coronamento).

Solo con l'ideazione del progetto "Grande Vajont" fu concepito un bacino di dimensioni molto più estese, alimentato in condotta da altri 5 bacini artificiali. Ecco dunque che lo sbarramento venne portato più a ovest, in un'area molto più stretta ritenuta dal geologo Giorgio Dal Piaz molto più adatta, grazie alla struttura compatta delle rocce di imposta e di quelle di fondazione.

Le dimensioni originarie di questa nuova diga sarebbero state di 201 metri (quota 667 s.l.m.), con una quota di massimo invaso portata a 660 metri s.l.m., con domanda di concessione presentata nel 1940. Alle sue spalle avrebbe portato un bacino artificiale della capacità di 58 milioni di mc di acqua. Ma con lo sviluppo del progetto "Grande Vajont" si prospettò l'audace impresa di uno sbarramento molto più alto, con un rialzo di 60,60 metri, per un'altezza complessiva di 261,60 e una capacità del serbatoio che schizzava a ben 158 milioni di mc di acqua. Il resto della storia la conosciamo.

Riportiamo invece alcuni dati tecnici di interesse.

Dati generali:
• Tipologia: diga a doppio arco a cupola leggermente asimmetrica
• Materiale impiegato: calcestruzzo (360000 mc)
• Altezza: 261,60 m
• Quota alla base: 463,90 m s.l.m.
• Quota del piano stradale: 725,5 m s.l.m.
• Spessore alla base: 22,11 m
• Spessore in sommità: 2,92 m
• Inizio lavori: agosto 1958 (contestualmente alla fine dei lavori di fondazione)
• Fine lavori: 1960
• Ditta costruttrice: "Giuseppe Torno & C." di Milano

Scavi di fondazione:
• Inizio lavori: 1957
• Fine lavori: agosto 1958
• Ditte incaricate dei lavori: "Monti" di Auronzo di Cadore; "De Pra" di Belluno
• Volume di sbancamento: 400000 mc

Calcestruzzo - specifiche:
• 250 kg di cemento ferrico pozzolanico (160 kg clinker + 90 kg pozzolana) + ghiaia e sabbia prelevate dal greto del Piave
• Stazione di betonaggio: ubicata in località Moliesa, riceveva ghiaia e sabbia attraverso un sistema di teleferiche dal greto del Piave (lunghezza 1,2 km; dislivello 340 m) e inviava il calcestruzzo al cantiere con un secondo sistema di benne
• Calore di idratazione a 28 giorni: 60 cal/grammo
• Tempi di applicazione:
- fino a quota 671,50: strati da 60 cm per un'altezza di 2,40 m ogni 72 ore
- oltre quota 671,50 e fino al coronamento: tre strati da 50 cm ogni 72 ore
• Sistema di raffreddamento del calore sviluppato durante l'essicazione:
- fino ad altezza di 156,1 m - quota 620 (spessore 12,50 m): sistema di serpentine affogate nel calcestruzzo, alimentate con acqua del serbatoio di Pieve di Cadore
- oltre altezza di 156,1 m e fino al coronamento: sistema di innaffiatura manuale attraverso tubi esterni
• Sistema di trasporto del calcestruzzo: benne meccaniche da 4 mc
• Spianatura del calcestruzzo sui conci: tramite bulldozer
• Costipazione del calcestruzzo gettato: tramite vibratori a siluro

Giunti:
Necessari a garantire l'elasticità del manufatto alla pressione dell'acqua invasata.
• giunto perimetrale: corre dalla sommità alla fondazione lungo tutto il pulvino;
• giunti di lavoro (temporanei): sono subverticali, mediamente uno ogni 12 metri;
• giunti suborizzontali: per dividere la struttura in 4 parti, e dove necessario, in corrispondenza all'origine di nuovi giunti verticali;
• giunti di lavoro: nascono sempre da un cunicolo orizzontale in modo da evitare il prolungarsi della fessura nella zona sottostante; a questo scopo sono anche disposte speciali armature metalliche. Il cunicolo veniva poi chiuso verso monte con apposito tampone prefabbricato. I dispositivi di tenuta dei giunti, erano costituiti da un nastro di resina sintetica situato a 40 o 21 centimetri (a seconda della quota) dal paramento di monte e da un lamierino di rame a 20 cm dal precedente. I giunti erano chiusi verso valle con cordoli di materiale plastico aventi lo scopo di contenere la boiacca delle iniezioni.

Impermeabilizzazione:
Il più importrante è stato realizzato sotto le fondazioni: si tratta di un plinto a sezione trapezoidale con base maggiore 150 metri, base minore 60 metri, altezza 85 metri.
Ulteriori lavori di impermeabilizzazione furono contestuali alle opere di consolidamento delle imposte attraverso iniezioni ad alta pressione e fino a rigetto di miscela costituita da 50 kg di cemento, 1 kg di bentonite e 100 litri d'acqua.
• Impresa: ditta "Consonda-Icos" di Milano

Sistemi di controllo e monitoraggio:
Tutti i dati rilevati dalla seguente strumentazione realizzata in corpo diga, nelle sue fondazioni e nelle sue spalle confluivano nella centrale di controllo ubicata sullo strapiombo della forra, appena oltre il coronamento in spalla sinistra. Essa verrà interamente spazzata via dall'ondata del 9 ottobre.
• 14 termometri
• 149 termoestensimetri
• 22 termopressiometri
• 65 termodilatometri
• 8 termoestensimetri premontati su blocchi di calcestruzzo
• 2 termopressiometri premontati su blocchi di calcestruzzo
• 5 sezioni clinografiche (sulla sezione maestra)
• 1 pendolo nella diga (nella sezione maestra)
• 1 pendolo in roccia (nel pozzo montacarichi, sponda sinistra)
• 4 stazioni clinografiche in roccia in sponda sinistra e destra
• 1 stazione sismica con sismografi ad amplificazione elettromagnetica "Ghirlanda" in sponda sinistra presso la cabina comandi centralizzati
• 26 estensimetri a lunga base in roccia, oltre a una rete di triangolazione, di livellazione e di misura con collimatori.

Fonti consultate:
• Luigi Rivis, VAJONT quello che conosco perché allora ero un addetto ai lavori e quello raccontato da altri, Momenti AICS Belluno, giugno 2018
• Atti processuali digitalizzati (per i dati tecnici)
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Re: La diga

Messaggio da Agid »

Diga del Vajont. Elenco installazioni di cantiere presenti nella foto. Fonte: libro "TORNO E LE DIGHE" ing. C. Bongianino
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Diga del Vajont, agosto 1958. Scarico degli inerti in arrivo dal cantiere inerti classificati sul Piave nei sili al cantiere diga per la preparazione del calcestruzzo. Foto ditta Torno S.p.A.
FB_IMG_1769552670357.jpg
Cantiere diga del Vajont. Dati tecnici del Derrick. Fonte Libro "Torno e le dighe" di C. Bongianino
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Re: La diga

Messaggio da Agid »

Diga del Vajont. Impianto di betonaggio. Le 3 Betoniere basculanti di capacità 2 mc.
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Re: La diga

Messaggio da Agid »

Giacal:
"Sistema di raffreddamento del calore sviluppato durante l'essicazione:
- fino ad altezza di 156,1 m - quota 620 (spessore 12,50 m): sistema di serpentine affogate nel calcestruzzo, alimentate con acqua del serbatoio di Pieve di Cadore"
‐‐‐-------------------------------------
A corredo di quanto scritto sopra da Giacal, allego la foto che ho scattato nel settembre 2020. Gli attacchi delle serpentine per il raffreddamento del calcestruzzo sopracitato, nel tampone della diga.
FB_IMG_1770061521318.jpg
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Re: La diga

Messaggio da DarioT »

Agid ha scritto: 02/02/2026, 20:53 Giacal:
"Sistema di raffreddamento del calore sviluppato durante l'essicazione:
- fino ad altezza di 156,1 m - quota 620 (spessore 12,50 m): sistema di serpentine affogate nel calcestruzzo, alimentate con acqua del serbatoio di Pieve di Cadore"
‐‐‐-------------------------------------
A corredo di quanto scritto sopra da Giacal, allego la foto che ho scattato nel settembre 2020. Gli attacchi delle serpentine per il raffreddamento del calcestruzzo sopracitato, nel tampone della diga.
FB_IMG_1770061521318.jpg


Interessantissima questa cosa, di cui non ero proprio a conoscenza. Grazie per la condivisione.
https://www.facebook.com/groups/676123572904875/

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Re: La diga

Messaggio da Agid »

Sempre riguardo il discorso del raffreddamento del cls, ho trovato ancora queste 2 foto scattate da me nel 2020. Sempre nel tampone diga.
MI_06022026_205141.png
MI_06022026_205123.png
Finito il loro servizio venivano riempiti con una miscela di cemento molto liquido.
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Re: La diga

Messaggio da giacal »

Vita da cantiere.

Queste foto scattate nel 1959 da Bepi Zanfron e poi pubblicate sul suo fotolibro "Vajont" immortalano tre momenti di vita quotidiana in cantiere. La diga è quasi ultimata, fino ad allora per la SADE l'unica preoccupazione è data dalla frana di Pontesei. Il 4 novembre dell'anno successivo le cose cambieranno drasticamente...

Possiamo descriverle così.

I DIGHISTI
Bepi Zanfron scatta queste tre foto prese in corrispondenza della spalla destra della diga, ancora racchiusa dalle casseforme, che si vede addossata al relativo pulvino.
È possibile vedere anche il camminamento di cantiere scavato in roccia (e protetto da ringhiera) che dal futuro coronamento porta all’impianto di betonaggio, agli alloggi e alla mensa che si trovano appena sopra, in località Molièsa.
Le due gallerie sono le attuali finestre di accesso al coronamento dove inizia la visita guidata.

L'UOMO SUI CONCI
Un altro splendido scatto di Bepi Zanfron preso dalla spalla destra immortala questo operaio che, con incedere sicuro, si muove sopra uno dei conci. L’altezza del manufatto è già ragguardevole, i lavori sono molto avanzati, manca solo la posa dell’impalcato stradale.
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Re: La diga

Messaggio da DarioT »

Bellissime foto, grazie per la condivisione.
https://www.facebook.com/groups/676123572904875/

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Re: La diga

Messaggio da giacal »

1958, località Molièsa. Cantiere di preparazione del calcestruzzo. In primo piano la torre di betonaggio "Loro & Parisini". Foto di Alessandro Trabucchi, credits Simone Aime.
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Re: La diga

Messaggio da DarioT »

Planimetria della diga (documentazione SADE):
PlanimetriaDiga.png
https://www.facebook.com/groups/676123572904875/

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