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Il progetto originario della diga del Vajont (il cui coronamento si sarebbe dovuto trovare a quota più bassa, per un'altezza di "soli" 201,60 metri) aveva previsto la realizzazione di una passerella pedonale a monte del manufatto, in modo da consentire agli abitanti di Erto e Casso di raggiungere la sponda sinistra passando sopra il bacino.

Tuttavia l'innalzamento della diga e il conseguente aumento della superficie del lago resero irrealizzabile questo progetto, sostituito da una strada di circonvallazione del lago, da realizzarsi a cura e a spese della SADE.

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L'imbocco della passerella presso uno dei versanti (foto Bepi Zanfron)

Per garantire il passaggio da una spalla all'altra della diga venne creata una passerella pedonale sulla forra del Vajont, appena a valle del futuro coronamento.

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L'attraversamento della passerella da parte di una donna con la gerla (credits EcoMuseo Vajont)

Tale struttura venne interamente spazzata via la notte del 9 ottobre: ciò che ne rimane - un inestricabile groviglio di cavi in acciaio - è visibile ancora oggi all'interno della forra del Vajont.

Nel 2014 si discusse circa la fattibilità di una nuova passerella pedonale, nell'ambito dei "percorsi della memoria".
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questo manufatto mi ha sempre incuriosito e impressionato allo stesso tempo.. doveva essere veramente terrificante da percorrere. cosi' leggera e apparentemente fragile. la immagino prima della costruzione della diga, in una giornata in cui nella forra si incanalava il vento...
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Eppure era una struttura estremamente robusta, anche se non era fatta per chi soffriva di vertigini!
Risalendo la forra da valle verso la diga si incontra un cumulo inestricabile di funi arrugginite: è ciò che resta di quella passerella che fu strappata e trascinata giù dall’ondata che scavalcò la diga. Impressionante….
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Passerella pedonale ripresa dalla sponda sx.
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E' per me difficile immaginare com'era prima, anche se le foto che trovo su questo sito mi hanno chiarito notevolmente le idee. Prima della diga gli abitanti dei paesi riuscivano ad attraversare la valle (o la forra) attraverso ponti e sentieri, se non ho capito male. Di sicuro c'era il ponte "Colomber" ma anche verso Erto c'erano ponti più piccoli a quote più basse: è corretto?

Poi arriva la SADE, espropria le terre e le case più basse: diventando area di cantiere non è più possibile passare dall'altra parte, quindi montano questa passerella che doveva essere provvisoria in attesa di un ponte stradale che in realtà poi non costruirono mai. Corretto anche questo?

Mettono la strada di circonvallazione del lago e la passerella diventa definitiva perchè non c'è più modo di passare di là. E gli abitanti di Erto come facevano?

Scusate le tante domande ma vorrei capire bene come funzionavano le cose....
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Dalla cronologia degli eventi la tua ricostruzione la trovo corretta.
Prima dell'apertura del cantiere per passare da una parte all'altra della valle gli abitanti dei paesi si dovevano fare i sentieri che scendevano sul torrente Vajont e li portavano di là, attraverso alcuni ponti in legno presenti soprattutto sotto Erto. Deduco che la vita più dura ce l'avessero quelli di Casso che dovevano raggiungere prima Erto attraverso il troi del Carbon e poi scendere ma è una mia idea, magari sentiamo gli altri cosa dicono.

Poi quelli della Sade fanno un primo giro di espropri e aprono il cantiere: gli abitanti non possono scendere nell'area di lavoro e perciò gli fanno la passerella appena a valle del sito di imposta, promettendo che faranno anche un ponte a metà tra Erto e Casso per poter farli passare da una parte all'altra. Solo che alzano la diga di altri 60 metri e rotti, quindi partono con un secondo giro di espropri che aumenta la superficie del lago e naturalmente non rende più possibile la realizzazione del ponte, a quel punto troppo lungo. Al suo posto realizzano invece la strada di circonvallazione del lago, impegnandosi a creare anche un servizio di trasporto persone, penso tramite torpedoni o corriere (mai realizzato). La passerella intanto rimane, solo che c'è il problema di come portare gli animali in alpeggio sul Toc.

Ma intanto arrivano i problemi della frana: a quel punto va tutto in malora, restano la strada e la passerella ma non so tra il 1961 e il 1963 come hanno fatto a portare le bestie da una parte all'altra, forse con dei camion...
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Grazie per la risposta.
Quindi a mancare fu il tempo. E probabilmente se non fosse accaduto nulla avrebbero trovato una soluzione anche per la passerella visto che aprirono la strada sopra il coronamento.
Certo dev'essere stata un'esperienza da brividi attraversarla...
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