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19 aprile 1971

Messaggio da giacal »

La tragedia non si esaurì con la distruzione di interi paesi, la devastazione di un territorio e la morte di quasi 2000 persone. Proseguì negli anni a venire in modo più subdolo, ma non per questo meno doloroso.

L'evacuazione dei paesi di Erto e Casso nel nome di un presunto imminente pericolo di nuovi crolli del Toc (peraltro subito smentito da Edoardo Semenza), la vergognosa opera di esilio forzato concretatasi fisicamente nell'altrettanto vergognosa costruzione del muro di S. Osvaldo, presidiato H24 dalle Forze dell'Ordine ebbero come risposta una reazione schietta degli Ertocassani, molti dei quali disposti a qualsiasi cosa pur di rientrare nelle proprie case.

Roberto Minardi scrive questo articolo che tratta proprio del "dopo".
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Si era parlato già da qualche parte (sul gruppo FB credo...) dei problemi di ordine pubblico connessi alla ricollocazione delle persone sfollate. Emerge che nemmeno tra loro erano d'accordo sul da farsi e questo probabilmente ha giocato a favore di chi avrebbe preferito che quei paesi fossero dimenticati e magari eliminati.

Non so cosa avrei fatto io... abbandonare i luoghi dove sono nato, dove è nata la mia famiglia, dove ci sono le mie radici è un ulteriore trauma, ma penso anche a ciò che deve essere stato nell'immediatezza dei fatti... il pensiero di andare a letto la sera e sussultare a ogni minimo rumore... capisco perfettamente chi ha deciso di andare altrove.
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