Una grande incognita tuttora non completamente risulta è quella dell'inaugurazione della diga tenutasi nella giornata di martedì 17 ottobre 1961.
Quando ho cominciato a raccogliere tutto il materiale reperibile sull'argomento ci sono state importanti scoperte, ma nessuna "pistola fumante" che certifichi un'inaugurazione ufficiale del manufatto, almeno non nel significato peculiare al sostantivo "inaugurazione" che, nella testa di ognuno di noi, presuppone presenza di autorità civili e militari, di giornalisti e cineoperatori, la pronuncia di discorsi ufficiali, un cerimoniale strettissimo.... del resto stiamo parlando della diga a doppio arco più grande del mondo!
Invece in questi termini allo stato dell'arte non risulta assolutamente niente.
Intanto, chi è che parla di inaugurazione? Abbiamo due riscontri:
1) il diario di Edoardo Semenza, dove in 4 righe molto stringate il geologo fa riferimento a questo tipo di cerimonia, non dilungandosi però in ulteriori descrizioni;
2) il libro del prof. Gianluca Casagrande, "Il mondo che scomparve in una notte", ed. IF Press in cui l'autore scrive testualmente: "Il 17 ottobre 1961 la diga del Vajont venne ufficialmente inaugurata, con una cerimonia che più aneddoti si ricorda come punto di svolta della vicenda. Al cantiere si trovarono, insieme alle maestranze, ad autorità e vari ospiti, l'ing. Semenza, il prof. Dal Piaz e i membri della Commissione di Collaudo. Semenza era rientrato il giorno prima da un viaggio in Perù dove, da appassionato alpinista qual era sempre stato, aveva compiuto diverse escursioni in alta quota. Da due anni la sua già movimentata vita di tecnico e dirigente era densa di preoccupazioni ed inquietudini, per i difficili problemi legati al Grande Vajont. Il discorso pronunciato quel giorno da Semenza è rimasto registrato su un vecchio nastro; impeccabile nella forma e nei toni, mentre ripercorre l'intera storia del progetto fin dalla sua genesi, appare quasi venato di malinconia: <<Quando l'opera è terminata, gioia e amarezza si fondono: gioia, perchè ognuno può dire: ci siamo riusciti; ma le ansie, le ore di fatica e soprattutto il ricordo dei nostri compagni caduti sul lavoro, un po' di noi stessi insomma, non ci appartengono più. Restano là, sull'opera e nel tempo, patrimonio di tutti. Trent'anni ci sono voluti per la diga del Vajont e forse più, dal giorno che per la prima volta pensai alla realizzazione di questa diga che avrebbe sbarrato la stretta e profonda forra del torrente Vajont (...) La diga del Vajont è ormai giunta al termine: gioia e amarezza, come dicevo poco fa, sono dentro un po' a tutti noi, si smontano i cantieri, le acque del bacino salgono a poco a poco. Nuovi progetti attendono i tecnici e gli operai che hanno costruito la più alta diga a volta e doppia curvatura del mondo".
Va detto che - lungi dal dubitare di quanto scritto dall'illustre docente - non è stato trovato alcun "vecchio nastro" di registrazione con il discorso di Semenza: se esso vi fu, probabilmente è andato perduto.
Inoltre di quell'evento che - così come descritto - deve essere stato sicuramente imponente, non esiste alcuna fotografia scattata da nessuno, nè alcun articolo scritto dai giornalisti: soprattutto da quel Gazzettino che era direttamente controllato proprio dalla SADE e che quindi avrebbe titolato con caratteri cubitali l'avvenimento.
Di certo abbiamo la visita della Commissione di Collaudo, salita in diga probabilmente per valutare l'ultimata realizzazione della galleria di sorpasso frana terminata a settembre ed entrata nella sua fase operativa il 5 ottobre precedente. C'era già stata la frana del 4 novembre che aveva portato alla ribalta tutta la reale emergenza incombente sul lago; siamo in un momento in cui già a monte del pian del Toc erano state evidenziate fessurazioni nel terreno, fessurazioni che si estendevano dalla strada circumlacuale alle pendici stesse del Toc. Il quadro che si andava delineando era dunque estremamente preoccupante, ben lontano da quell'aura di gioia e serenità che dovrebbe caratterizzare una inaugurazione ufficiale di un'opera.
Sempre per il 17 ottobre 1961, di certo abbiamo anche quell'incidente stradale capitato a Giorgio Dal Piaz a Vittorio Veneto mentre stava facendo rientro a casa a bordo di una macchina della SADE; incidente da cui uscì apparentemente illeso, ma i cui postumi si riverbereranno sulla sua salute nei mesi a venire, fino alla sua morte avvenuta il 20 aprile 1962. La dinamica di tale sinistro trasmessa dalla "vulgata" è tuttavia inesatta e risulta un crogiolo di due avvenimenti distinti: quello di Vittorio Veneto del 17 ottobre e un altro incidente capitato sempre a Dal Piaz nell'aprile precedente lungo la "Feltrina".
Abbiamo poi scoperto che a metà settembre del 1960 - più di un anno prima - Mario Pancini aveva proposto la realizzazione di una "bicchierata" da tenersi presso la cabina comandi centralizzati per la giornata del successivo sabato 1° ottobre, con tanto di cerimonia per l'inaugurazione della strada sul coronamento diga che da quel giorno sarebbe stata aperta al traffico. In quella cerimonia sarebbe stata invitata anche gran parte delle maestranze, come si può leggere nel materiale pubblicato qui sotto. Non sappiamo tuttavia se quella cerimonia sia stata effettivamente tenuta: anche in questo caso, sui giornali non abbiamo trovato nulla, nè esistono fotografie dell'avvenimento. Dalle parole di Semenza - pronunciate a questo punto in un contesto diverso da quello del 17 ottobre 1961 - non traspare inoltre alcuna preoccupazione: e come potrebbe, visto che la frana del 4 novembre doveva ancora cadere e che al momento si sospettava l'esistenza di una frana di "soli" 50 milioni di mc, ritenuta tuttavia controllabile?
Non è dunque escluso che, per qualche arcano motivo, la cerimonia della "bicchierata" sia stata confusa con l'avvenimento del 17 ottobre: quest'ultimo è tra l'altro un giorno molto insolito - un martedì - per una inaugurazione ufficiale che in genere viene calendarizzata per un sabato o una domenica.
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Il mistero si infittisce! Non tanto sulla vicenda degli incidenti a Dal Piaz (a proposito, davvero sfortunato...), quanto invece su questa inaugurazione o bicchierata che a questo punto non si sa se si siano tenute o meno...
Certamente sospetto (o indicativo del fatto che nulla si tenne) il silenzio della stampa che credo anche io avrebbe titolato a tre colonne un avvenimento del genere. E ancor più sospetta l'assenza di fotografie....
Certamente sospetto (o indicativo del fatto che nulla si tenne) il silenzio della stampa che credo anche io avrebbe titolato a tre colonne un avvenimento del genere. E ancor più sospetta l'assenza di fotografie....
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Iscritto il: 02/06/2026, 11:47
L'ipotetico testo letto su nastro da Semenza, è ascoltabile nel documentario d'epoca della diga. Dove si vede Semenza doppiato da una voce d'epoca presente in molti film. Il testo, molto roboante ed epico, evidentemente è stato redatto in fase di sceneggiatura da qualche autore. Ovviamente approvato dalla SADE per inserirlo nel filmato. Suona troppo artefatto e caricato.
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Ciao MauriHRC88, benvenuto.
Credo anche io che ci sia un misto di realtà e leggenda su questo punto, ma anche su molti altri...
Continuo tuttavia a stupirmi di come sulla stampa manchi qualsiasi accenno a una cerimonia ufficiale di inaugurazione, fosse stata anche "solo" una bicchierata come programmato da Pancini.
Credo anche io che ci sia un misto di realtà e leggenda su questo punto, ma anche su molti altri...
Continuo tuttavia a stupirmi di come sulla stampa manchi qualsiasi accenno a una cerimonia ufficiale di inaugurazione, fosse stata anche "solo" una bicchierata come programmato da Pancini.