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Le prove di invaso

Messaggio da giacal »

Si trattò di un percorso a tappe, indispensabile dapprima per verificare la tenuta dell’impianto e poi per cercare di provocare il distacco di porzioni della frana, dopo che essa venne individuata.

Prima prova: da febbraio a novembre 1960. Quota raggiunta: 650. Criticità evidenziate: alcuni piccoli distacchi in sinistra, ritenuti peraltro compatibili con l’assestamento del bacino; frana del 4 novembre 1960 che impone lo svaso.

Seconda prova: da gennaio 1962 a novembre 1962. Quota raggiunta: 700 (17/11/62). Criticità evidenziate: nessun distacco significativo, se non piccoli franamenti marginali; accelerazione del movimento dell’intera zolla che raggiunse spostamenti anche di 1,5 cm/giorno. Operazioni di svaso da dicembre a marzo, durante le quali la frana rallenta fino quasi a fermarsi.

Terza prova: da aprile a settembre 1963. Quota raggiunta: 710 (26/09/63). Criticità evidenziate: nessun distacco ma brusca accelerazione del movimento di tutta la zolla. Il 27/9 viene dato l’ordine di svasare nel tentativo di rientrare sotto quota 700 (ritenuta di sicurezza); tuttavia il movimento di frana anziché rallentare come in passato continua ad accelerare. La notte del disastro il lago aveva raggiunto quota 700,30.
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