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Spesso, quando si parla del Vajont, viene avanzata l'idea che gli ingegneri della SADE fossero a conoscenza dell'instabilità del versante del monte Toc PRIMA di iniziare la costruzione della diga. Che cioè la società committente sapesse dell'esistenza di una frana (da 50 milioni o da 270 milioni di mc, poco importa) che incombeva sul futuro invaso già prima dell'inizio dei lavori (gennaio 1957), ma che nonostante questo si sia ugualmente ostinata nella realizzazione del progetto.

Ne scaturisce quindi una visione d'insieme fuorviante, che porta a conclusioni sbagliate. Con questo, non sono assolutamente in discussione le responsabilità sulla gestione successiva del problema, una volta che esso venne scoperto in tutta la sua drammatica portata.

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Iscritto il: 16/02/2026, 15:22
Grazie! Questo articolo aiuta a capire molto di più su retroscena che col senno del poi diventano importantissimi.
La similitudine della Sade su un'auto condotta da un autista cieco mi è sembrata calzante.
Certo, in ogni caso mi si consenta di sostenere che per il disastro i responsabili hanno pagato comunque molto poco perchè al netto di ciò che è successo prima, ma se ti dicono che sul tuo lago incombe una frana da 200 milioni di mc due domande in più te le devi fare.
Resto comunque basito di come quella maledetta frana sia stata in grado di fuorviare tutti i geologi e mi continuo a domandare se davvero nessuno di loro abbia mai pensato a una frana unica e velocissima....
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Ho letto l'articolo più volte e ho cercato di "mettere in fila" gli avvenimenti, devo dire che mi si è aperto un mondo...
Intanto mi sono sgombrato la testa da molti "falsi miti" che purtroppo ancora campeggiano sul Vajont ed effettivamente non riesco a vedere nella Sade quel manipolo di assassini prezzolati che vengono invece descritti altrove.
Diamine, stiamo parlando della "crema" dell'ingegneria idraulica italiana!
Il ruolo preponderante lo ebbero di sicuro i geologi, ma anche qui non ci vedo malafede ma solo una certa superficialità nella descrizione della possibile caduta della frana, e in questo ci metto in mezzo anche Edoardo Semenza che pur prevedendo una massa franosa molto grande, inizialmente ne sbagliò sia l'individuazione che la quantificazione.
Certo, non mi risulta che nè prima nè dopo il Vajont ci siano state frane uguali quindi mi metto un po' anche nei panni dei geologi di allora che ragionarono secondo i modelli che avevano; consideriamo poi la strumentazione dell'epoca che non consentiva adeguate prospezioni geologiche come sarebbe stato possibile anche solo vent'anni dopo...
Insomma, io ci vedo una incredibile e sfortunata concatenazione di eventi che portarono al disastro finale.
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