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Iscritto il: 16/02/2026, 15:22
Ciao a tutti! Spero di postare nella sezione giusta ma soprattutto di non essere troppo OT..
Dunque, abbiamo tutti sotto gli occhi le terribili immagini dell'alluvione scatenata dal crollo di un ghiacciaio in Tibet. Inevitabili le analogie che ho fatto con il disastro del Vajont non tanto come dinamica quanto come effetti sulle infrastrutture. Anche qui una frana di rocce e ghiaccio cade in un lago naturale e lo fa esondare; l'onda entra in un canyon che trovo molto simile alla forra del Vajont acquistando velocità e potere dirompente fino a riversarsi sui paese a valle... E' corretto?
Volevo chiedere un vostro parere al riguardo.
Ho trovato anche questo link dove mi sembra che le cose siano spiegate bene: https://www.ingenio-web.it/articoli/ino ... uwa-tibet/
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Iscritto il: 26/01/2026, 15:11
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Ho letto anche io qualcosa, sembra però che non sia stato tanto un discorso di velocità ma di forza inerziale acquisita da tutto il materiale franoso, comunque sia un disastro...allego anche io un video interessante di Ingegneria Italiana: https://www.youtube.com/watch?v=AcPNkTuoBzE
https://www.facebook.com/groups/676123572904875/

"La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre" - Albert Einstein

IU3ARP
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Iscritto il: 16/02/2026, 15:22
Grazie per il link!
Man mano che le cose si stanno facendo più chiare sembra che il connubio fatale tra ghiaccio ormai sciolto, terra e detriti abbia creato una sorta di budino semi-liquido che è venuto giù comunque a velocità significativa. Dalle immagini non si nota invece l'effetto dell'aria che al Vajont invece è stata la causa prima di distruzione di Longarone; qui invece gli edifici vengono travolti direttamente dalla massa fangosa.
Certo che se uno voleva farsi un'idea visiva di ciò che accadde il 9 ottobre 1963, queste immagini sono probabilmente quelle che più si avvicinano alla realtà di quella notte.
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Iscritto il: 25/01/2026, 11:44
Sì, indubbiamente ci sono molte analogie con la dinamica distruttiva del Vajont, ma del resto un fluido lasciato cadere in un contenitore si comporta sempre nello stesso modo.
Circa l'effetto dell'aria, le immagini provenienti dal Tibet non fanno intendere bene le cose: a mio avviso non c'è stato - o c'è stato in minima parte - quell'effetto di compressione provocato dalla ristrettezza della forra del Colomber; in Tibet parliamo di una valle, non di un canyon, quindi probabilmente l'aria ha trovato sfogo in altro modo.
Resta sicuramente la portata annientatrice di quella che deve essere stata la stessa "miscela" di terra, acqua, sassi, alberi che distrusse Longarone: mi ha colpito anche in questo caso l'effetto di livellamento lasciato dalla valanga.
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Iscritto il: 03/09/2026, 8:52
Località: Carpi
Buongiorno!
Credo anche io che la compressione dell'aria si sia dispersa man mano che la valle si allargava. Teniamo presente anche che in Tibet l'ondata ha colpito i paesi da monte verso valle mentre Longarone è stato annientato da un impatto laterale da sinistra a destra idrografica. Leggo anche che l'ondata del Tibet aveva un'altezza stimata sulla quarantina di metri che è andata calando man mano che scendeva verso valle, mentre quella del Vajont all'uscita della forra era quasi il doppio; un'altra variabile da non trascurare è che in Tibet il disastro si è "limitato" a un'azione di trascinamento mentre a Longarone l'onda ha colpito prima il greto del Piave, con un terribile effetto di mitragliamento dovuto alla proiezione di sassi, rocce e detriti....
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