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La località Molièsa (o Fimolièsa) viene individuata in fianco destro quasi in corrispondenza del coronamento della diga, adiacente all'impianto di betonaggio. Si trova in posizione leggermente sottostante a Casso, sopra l'attuale palestra di roccia.

A Molièsa vennero edificate le strutture destinate a ospitare operai e maestranze del cantiere (circa 400 persone), gli uffici e le abitazioni dei tecnici. Qui vennero portate le strutture della vecchia chiesetta di S. Antonio da Padova presente al ponte del Colomber, nella forra del Vajont, con l'intenzione di ricostruirla.

In pianta stabile vi vivevano circa 70 persone, una sessantina delle quali perite nel disastro del 9 ottobre. L'area venne interamente distrutta dall'ondata e dallo spostamento d'aria da esso generato.

Fonte: associazione ONLUS EcoMuseo Vajont


Immagine
La località in cartina
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1960, cantiere di Moliesa.

Era il fulcro di tutto il cantiere della diga. Realizzato in destra idrografica, sotto il paese di Casso, ad esso giungeva la teleferica per il trasporto degli inerti prelevati dal greto del Piave; questi ultimi, dopo essere stati triturati, venivano avviati attraverso nastri trasportatori all'impianto di betonaggio la cui torre si distingue chiaramente nella foto. Ottenuto il calcestruzzo, esso veniva versato tramite betoniere sui cestelli di trasporto che, tramite una seconda teleferica, raggiungevano direttamente il punto di gettata. A sinistra della torre di betonaggio si nota la centrale motrice dei blondin con la sua via di corsa per ottimizzarne l'orientamento rispetto al coronamento.

Gli operai raggiungevano il coronamento anche attraverso un sentiero realizzato obliquamente in roccia e che si intravvede a partire dalle due gallerie stradali che portavano rispettivamente a Dogna e a Codissago-Longarone.

A Moliesa si trovavano inoltre:
- la palazzina direzionale SADE;
- la mensa e gli alloggi per le maestranze;
- l'infermeria;
- una grossa cisterna per l'acqua potabile, realizzata in cemento;
- la casa del guardiano;
- i depositi per le attrezzature.

Tutto sarà spazzato via dall'ondata del 9 ottobre.

(credits Passione Dighe di Aime Simone)
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