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Quel giorno...

Messaggio da giacal »

Queste rarissime fotografie furono scattate tra le 9 e le 10 del 9 ottobre 1963 da due vigili urbani di Cortina d'Ampezzo (Del Favero Gerardo e Dibona Dino) in transito sulla diga mentre stavano raggiungendo Pordenone per motivi di servizio. Ritraggono tra l'altro l'invaso con la quota di quel giorno e possono reputarsi un documento storico di primaria importanza.

Riportiamo la testimonianza dei due pubblici ufficiali, tratta dal verbale redatto dallo stesso Comando dei Vigili Urbani di Cortina al procuratore della Repubblica di Belluno Arcangelo Mandarino il 10 ottobre 1963, contenuto nel fascicolo 1 della busta 1 degli atti prodotti durante le varie fasi del Processo penale del disastro del Vajont.

"Giunti allo sbarramento, parcheggiano l’auto e notano immediatamente un cartello che indica: ATTENZIONE - PERICOLO DI ONDATE IMPROVVISE, non coadiuvato da alcuna misura di sicurezza. Raggiunta la sponda sinistra, nei pressi della cabina comandi, due operai fermi sulla ringhiera si rivolgono a loro: «Guardate che è pericolo stare qui.»
Del Favero: «Perché?»
«Perché c’è quel monte lì che sta franando nella diga e può venire un’ondata che spazza via tutto.»
Alla richiesta di Del Favero di maggiori dettagli l’operaio risponde: «Vede, è da parecchio tempo che sta franando, e tutto insieme si muoveva alla velocità di 40 centimetri all’anno. Ma da ieri a mezzogiorno si muove alla velocità di 40 centimetri al giorno e nella montagna ci sono crepe larghe oltre due metri. Vede quelle case lassù? Sono tutte lesionate e da ieri a mezzogiorno gli abitanti di Erto stanno portando via la roba, le bestie e tutto perché può precipitare da un momento all’altro. Stanotte hanno lavorato fino alla una, come i profughi, con i camion.»
«Ma e voi cosa fate qui?»
«Noi abbiamo il compito di stare a sorvegliare il movimento del terreno. Osservate il monte per un po’ di tempo cosicché potrete vedere con i vostri occhi lo slittamento".
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Una documentazione che colpisce dritta allo stomaco....

Cosa sarebbe accaduto se la frana si fosse staccata in quel momento? Mi spiego, i morti secondo me sarebbero stati molti di più visto che da quello che leggo, solo a volersi soffermare a quanta gente c'era ancora sulle sponde del bacino, il cantiere era ancora in piena attività e ancora sul pian del Toc vi era gente nelle case... Non parliamo poi di quanta gente in più c'era a Longarone, con le fabbriche aperte e in piena attività e con la statale molto più trafficata...

In generale, chissà perchè questo genere di eventi colpisce sempre di notte... l'Irpinia, il Belice, L'Aquila...
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Re: Quel giorno...

Messaggio da giacal »

10 ottobre 1963, ore 8 circa.
Questa incredibile fotografia è stata scattata dal fotoreporter Bepi Zanfron il quale, dopo avere partecipato per tutta la notte ai soccorsi immortalandone le prime immagini, alle 7 era corso all’aeroporto di Belluno ottenendo di imbarcarsi su uno degli elicotteri in decollo per Longarone, così da riprendere il disastro dall’alto, poiché la sua dinamica non era ancora chiara.
Si nota che i continui movimenti di assestamento della frana caduta da poche ore continuano ad agitare il lago A formatosi a ridosso della diga, facendone tracimare l’acqua nella forra sottostante: sul coronamento danneggiato si forma quindi quella coltre di acqua nebulizzata che ne testimonia la cascata.
Fonte: Bepi Zanfron, Vajont
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Questa foto è terribile nella sua drammaticità! Significa dunque che l'acqua continuava a cadere verso Longarone anche dopo? Peccato non riuscire a reperire il libro di Zanfron, davvero la sua documentazione deve essere stata eccezionale!

Ho letto che anche Edoardo Semenza riuscì a raggiungere quella stessa mattina la diga: da dove salì?
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Iscritto il: 27/04/2026, 19:57
é davvero impressionante vedere queste foto e sapere che a separarle dalla tragedia ci sono solo poche ore. una domanda visto che sono nuovo qui dentro. nelle foto della diga completata si vede spesso, sul coronamento, quella sorta di struttura che sembra provvisoria, come una piccola tettoia. di cosa si trattava?
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Simopino ha scritto: 29/04/2026, 19:17 é davvero impressionante vedere queste foto e sapere che a separarle dalla tragedia ci sono solo poche ore. una domanda visto che sono nuovo qui dentro. nelle foto della diga completata si vede spesso, sul coronamento, quella sorta di struttura che sembra provvisoria, come una piccola tettoia. di cosa si trattava?
Ciao. Dici questa?
Ho letto che serviva come copertura della teleferica che attraversava la vallata con i carichi per il cantiere di lavoro.
Aspetto però la conferma di chi ne sa di più!
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Petrektek ha scritto: 29/04/2026, 19:19
Simopino ha scritto: 29/04/2026, 19:17 é davvero impressionante vedere queste foto e sapere che a separarle dalla tragedia ci sono solo poche ore. una domanda visto che sono nuovo qui dentro. nelle foto della diga completata si vede spesso, sul coronamento, quella sorta di struttura che sembra provvisoria, come una piccola tettoia. di cosa si trattava?
Ciao. Dici questa?
Ho letto che serviva come copertura della teleferica che attraversava la vallata con i carichi per il cantiere di lavoro.
Aspetto però la conferma di chi ne sa di più!
Esatto, proprio lei :)
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Re: Quel giorno...

Messaggio da giacal »

Buonasera.
Confermo quanto scritto da Petrektek, si tratta della copertura della teleferica che portava i materiali in sinistra idrografica, più a monte della cabina comandi.
Non va confusa con la teleferica per i blondin che portava il calcestruzzo sui conci della diga.
La copertura venne rimossa con l’apertura della strada sul coronamento, tra il 1962 e il 1963.

Ne approfitto per aggiungere alcune delle foto precedenti, ricolorate da Paolo DF!
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Re: Quel giorno...

Messaggio da giacal »

Invece ingrandendo la foto scattata dalla cabina comandi si nota sulla ringhiera del coronamento quello che sembrerebbe essere un faro orientabile....
So per certo che erano state installate tre fotoelettriche al cantiere di Moliesa, ma di questo faro addizionale ne ero all'oscuro.
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La presenza di una fotoelettrica sulla diga viene ripresa anche da Martinelli nel film, manovrata da Montaner/Rittmeyer... Probabilmente quindi un qualcosa di vero c'era, tantopiù che si aspettavano la caduta della frana proprio per quella notte o al massimo per il giorno dopo.
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