Francesco Sensidoni
Bevagna, 1 gennaio 1901
Roma, 5 novembre 1974
Ingegnere
Laureatosi in Ingegneria civile alla Scuola Superiore di Ingegneria di Roma nel 1927, ne diventò subito assistente straordinario. Nel 1930 entrò nel Genio Civile settore Idrografico, venendo destinato al Servizio Dighe nel 1935 e diventandone ispettore generale nel 1957.
Fu nominato membro della commissione di collaudo della diga del Vajont, partecipando a tutte le visite all'impianto e mantenendo stretti rapporti con la società committente e con il presidente della IV° Sezione ing. Batini. Era lui ad autorizzare gli invasi a quote sempre maggiori.
Secondo l'accusa Sensidoni si limitò a imporre alla società concessionaria le opere di sicurezza e concreti programmi di studio che garantissero la sicurezza collettiva in relazione agli abitati e alle strade siti intorno al lago; la commissione di collaudo avrebbe avuto di contro l'obbligo di una vigilanza attiva sull'intera esecuzione delle predette opere, cosa che in realtà non fece. Inoltre Sensidoni autorizzò quote di invaso sempre maggiori basandosi non su dati oggettivi e su osservazioni tecniche sul posto, ma unicamente sulle edulcorate relazioni trasmesse dalla SADE. Saputo inoltre degli esperimenti su modello che si stavano tenendo al centro modelli di Nove, nella consapevolezza che tali prove riguardavano il concreto timore di un distacco di una grossa frana, omise di avvertire la Commissione di collaudo di cui faceva parte.
La sua sorte processuale lo vide assolto in 1° grado, e condannato invece nei gradi successivi alla pena finale di 3 anni e 8 mesi (di cui 3 condonati) per inondazione aggravata dalla previsione degli eventi compresa la frana e gli omicidi. Non andò mai in carcere e scontò la pena residua in una clinica di Roma over era ricoverato per l'aggravarsi del suo stato di salute.
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