Si salva dal disastro unicamente perchè da 6 giorni è in ferie, con rientro programmato per l'11 ottobre.
La sua testimonianza resa alla Polizia Giudiziaria permette innanzitutto di cristallizzare una situazione di apparente tranquillità del personale in servizio, con il quale si era sentito telefonicamente sia nel pomeriggio che nella prima serata del 9 ottobre.
Per la prima volta si fa riferimento a una passerella installata presso una delle finestre posteriori della centrale comandi, così da permettere ai tecnici di abbandonare i locali in caso di emergenza, trovando rifugio sopra la spalla sinistra della diga.
Si apprende che il movimento franoso di quel giorno aveva avuto avanzamenti tra i 28 e i 35 centimetri; inoltre lo svaso era stato portato a 1,5 metri al giorno sfruttando la portata massima della turbina della centrale del Colomber e l'apertura parziale della paratoia 23. Tisat si offre anche di salire al Vajont nonostante sia in ferie, ma alle 22 una telefonata da Gino Dal Pian (perito nel disastro) che gli salva la vita poichè lo invita a non salire al Vajont perchè c'era già tanta gente, tra tecnici e ingegneri.


