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ATTENZIONE
Questo percorso non rientra tra quelli ufficiali. Richiede per la sua percorrenza una adeguata preparazione tecnica e uno specifico abbigliamento corredato di attrezzatura di protezione.
Non avventuratevi da soli o se non siete all'altezza della situazione che vi troverete ad affrontare! Questo può fare la differenza tra il divertirsi e il farsi male, anche seriamente. Considerate che nel punto più interno della forra potrebbe non esserci nemmeno segnale per la telefonia mobile.
Per prima cosa potete documentarvi visionando i documentari realizzati dagli amici di Lost Structures e consultabili QUI.
----------------------
Posso portare la mia esperienza personale del settembre 2024, fatta di primo pomeriggio con temperatura di partenza attorno ai 29°C, temperatura insolitamente calda e afosa.
1) Non è un'escursione facile, questo va detto subito. Quindi ripeto ancora una volta: non fatela da soli! Lo ha detto anche l'amico di LS, ma voglio ribadirlo anche qui: prima di iniziare, dalla strada (via Dogna, nei pressi del ponte delle Roste) controllate le briglie del torrente: se l'acqua tracima anche dalla parte superiore, non iniziate nemmeno perchè vuol dire che il torrente è bello "carico" e non passerete in alcun modo. Prediligete il pomeriggio, con il sole che vi accompagnerà almeno per il primo tratto.
2) Portate il materiale adatto. Poncho integrale, ricambio almeno di calze e maglietta (meglio se anche le scarpe), caschetto con torcia (obbligatorio in galleria): sappiate che vi bagnerete come pulcini, senza possibilità di sottrarvi a questo! Calzate pedule possibilmente a collo alto: nelle pozze di acqua che dovrete guadare è facile trovare pezzi di ferro, spuntoni metallici e altri detriti ferrosi acuminati o taglienti o più semplicemente mettere il piede in fallo rischiando brutte storte che in questo ambiente diventano ancora più un problema. Considerate che l'escursione termica tra la parte bassa della forra e quella mediana è già di per sè importante ed è destinata ad aggravarsi ancora di più man mano che vi avvicinerete alla cascata nella parte alta, quando il sole vi abbandonerà definitivamente.
3) Zecche. Almeno quando sono andato io, la parte iniziale boscosa che dalla strada di Dogna porta al greto del torrente ne era piena. Quindi, d'obbligo calzettoni alti e pantaloni lunghi, oltre allo spray da spruzzare sugli abiti.
4) Rispetto al filmato di LS, la situazione sentieristica e vegetale che ho trovato io era parecchio peggiorata. La traccia del sentiero si perde quasi subito e bisogna avanzare a lume di naso fino a trovare il punto più adatto per scendere. Attenzione perchè la sponda che porta sul greto del torrente è molto ripida e insidiosa, se non avete i bastoncini da trekking usate qualche ramo caduto come appoggio.
5) Segnavia. Assolutamente obbligatorio quando raggiungerete il greto del torrente! Io l'ho realizzato con un "ometto" in sassi. Vi renderete conto della diversità del paesaggio quando tornerete indietro: senza un segnavia perderete sicuramente il punto di risalita per il sentiero rischiando di trovandovi a ridosso delle briglie (quindi troppo a valle) in situazioni poco piacevoli.
La risalita del torrente permette di verificare la presenza di parecchio materiale ferroso e detriti di vario genere portati via dall'ondata del 9 ottobre, tra cui intere porzioni della ringhiera del coronamento e un groviglio inestricabile di funi metalliche, probabilmente appartenute alla passerella che sorgeva appena a valle della diga.
6) Guadi. L'estate 2024 è stata abbastanza secca, tuttavia ce ne sono almeno tre da attraversare con una certa attenzione; soprattutto il terzo all'entrata della forra non può essere aggirato ed è abbastanza lungo e profondo (quel giorno, acqua al ginocchio). Fate molta attenzione quando poggiate i piedi sott'acqua per la presenza di detriti metallici che possono pungere, tagliare, graffiare o farvi inciampare. Utilissimi ancora una volta i bastoncini da trekking per sondare il terreno sommerso.
7) Temperature. Il primo "schiaffone" ve lo prendete più o meno a questo punto, quando la forra si restringe di colpo: la temperatura crolla subito, sia perchè il sole vi abbandona, sia perchè si sentono già gli influssi della cascata. Se siete sudati - e lo sarete - vi consiglio di fare qui il cambio abiti. Indossate anche il poncho perchè più avanti diventerà più difficile.
Man mano che si avanza le cose si complicano. L'ambiente diventa abbastanza aspro, con rocce di dimensioni che vanno aumentando e che sono perennemente bagnate. Il rischio di scivolamento è significativo. A questo si aggiunge che verrete investiti dalla prima acqua nebulizzata sollevata dalla cascata della finestra di scarico del bypass. Se avete dispositivi elettronici non waterproof, consiglio di metterli in sacchetti di nylon del tipo da alimenti con la chiusura "salvafreschezza" prima di riporli nello zaino.
Inoltrandovi nella forra consiglio vivamente di indossare anche il caschetto di protezione per limitare i danni in caso di caduta accidentale di sassi o altro dalle pareti strapiombanti.
Arrivati in vista della cascata, la sensazione è quella di essere sotto la doccia. L'acqua nebulizzata potrebbe provocarvi la sensazione di "fame d'aria", per cui casomai mettetevi di traverso senza offrire direttamente la faccia all'acqua.
Dovrete però abbandonare il greto del torrente quando vi troverete di fronte a un tratto completamente allagato e insuperabile. Portandovi alla vostra sinistra dovrete trovare una traccia di sentiero non di immediata acquisizione e che vi porterà all'accesso della prima galleria di servizio, sempre sulla vostra sinistra (destra idrografica) in posizione sopraelevata rispetto al torrente: è una galleria molto ampia e asciutta (almeno quando l'ho percorsa io) con un lungo tratto buio dove l'uso della pila da caschetto sarà indispensabile. All'uscita sarete molto vicini alla cascata e verrete quindi investiti da potenti getti d'acqua trasportati da un vento prepotente.
La mia escursione si è fermata all'imbocco della seconda galleria che mi avrebbe portato oltre la cascata e quindi fin sotto la diga. Ho provato a entrare, ma fatti pochi passi l'acqua al suo interno è diventata abbastanza profonda (oltre il ginocchio) e il mix venti/aria nebulizzata è ulteriormente aumentato. L'ostilità dell'ambiente è data anche da una parziale oscurità resa tale dall'acqua in sospensione e dal fatto che tutto è maledettamente scivoloso. Quindi per me è stata alzata bandiera bianca...
Per chi volesse proseguire, guardate bene i filmati di Lost Structures per farvi un'idea precisa.
Al ritorno fate molta attenzione a non scivolare: la stanchezza può giocare brutti scherzi.
La descrizione è stata fatta sulla base del mio personale livello di preparazione, della forma fisica e dell'età (53 anni alla data dell'escursione).
Questo percorso non rientra tra quelli ufficiali. Richiede per la sua percorrenza una adeguata preparazione tecnica e uno specifico abbigliamento corredato di attrezzatura di protezione.
Non avventuratevi da soli o se non siete all'altezza della situazione che vi troverete ad affrontare! Questo può fare la differenza tra il divertirsi e il farsi male, anche seriamente. Considerate che nel punto più interno della forra potrebbe non esserci nemmeno segnale per la telefonia mobile.
Per prima cosa potete documentarvi visionando i documentari realizzati dagli amici di Lost Structures e consultabili QUI.
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Posso portare la mia esperienza personale del settembre 2024, fatta di primo pomeriggio con temperatura di partenza attorno ai 29°C, temperatura insolitamente calda e afosa.
1) Non è un'escursione facile, questo va detto subito. Quindi ripeto ancora una volta: non fatela da soli! Lo ha detto anche l'amico di LS, ma voglio ribadirlo anche qui: prima di iniziare, dalla strada (via Dogna, nei pressi del ponte delle Roste) controllate le briglie del torrente: se l'acqua tracima anche dalla parte superiore, non iniziate nemmeno perchè vuol dire che il torrente è bello "carico" e non passerete in alcun modo. Prediligete il pomeriggio, con il sole che vi accompagnerà almeno per il primo tratto.
2) Portate il materiale adatto. Poncho integrale, ricambio almeno di calze e maglietta (meglio se anche le scarpe), caschetto con torcia (obbligatorio in galleria): sappiate che vi bagnerete come pulcini, senza possibilità di sottrarvi a questo! Calzate pedule possibilmente a collo alto: nelle pozze di acqua che dovrete guadare è facile trovare pezzi di ferro, spuntoni metallici e altri detriti ferrosi acuminati o taglienti o più semplicemente mettere il piede in fallo rischiando brutte storte che in questo ambiente diventano ancora più un problema. Considerate che l'escursione termica tra la parte bassa della forra e quella mediana è già di per sè importante ed è destinata ad aggravarsi ancora di più man mano che vi avvicinerete alla cascata nella parte alta, quando il sole vi abbandonerà definitivamente.
3) Zecche. Almeno quando sono andato io, la parte iniziale boscosa che dalla strada di Dogna porta al greto del torrente ne era piena. Quindi, d'obbligo calzettoni alti e pantaloni lunghi, oltre allo spray da spruzzare sugli abiti.
4) Rispetto al filmato di LS, la situazione sentieristica e vegetale che ho trovato io era parecchio peggiorata. La traccia del sentiero si perde quasi subito e bisogna avanzare a lume di naso fino a trovare il punto più adatto per scendere. Attenzione perchè la sponda che porta sul greto del torrente è molto ripida e insidiosa, se non avete i bastoncini da trekking usate qualche ramo caduto come appoggio.
5) Segnavia. Assolutamente obbligatorio quando raggiungerete il greto del torrente! Io l'ho realizzato con un "ometto" in sassi. Vi renderete conto della diversità del paesaggio quando tornerete indietro: senza un segnavia perderete sicuramente il punto di risalita per il sentiero rischiando di trovandovi a ridosso delle briglie (quindi troppo a valle) in situazioni poco piacevoli.
La risalita del torrente permette di verificare la presenza di parecchio materiale ferroso e detriti di vario genere portati via dall'ondata del 9 ottobre, tra cui intere porzioni della ringhiera del coronamento e un groviglio inestricabile di funi metalliche, probabilmente appartenute alla passerella che sorgeva appena a valle della diga.
6) Guadi. L'estate 2024 è stata abbastanza secca, tuttavia ce ne sono almeno tre da attraversare con una certa attenzione; soprattutto il terzo all'entrata della forra non può essere aggirato ed è abbastanza lungo e profondo (quel giorno, acqua al ginocchio). Fate molta attenzione quando poggiate i piedi sott'acqua per la presenza di detriti metallici che possono pungere, tagliare, graffiare o farvi inciampare. Utilissimi ancora una volta i bastoncini da trekking per sondare il terreno sommerso.
7) Temperature. Il primo "schiaffone" ve lo prendete più o meno a questo punto, quando la forra si restringe di colpo: la temperatura crolla subito, sia perchè il sole vi abbandona, sia perchè si sentono già gli influssi della cascata. Se siete sudati - e lo sarete - vi consiglio di fare qui il cambio abiti. Indossate anche il poncho perchè più avanti diventerà più difficile.
Man mano che si avanza le cose si complicano. L'ambiente diventa abbastanza aspro, con rocce di dimensioni che vanno aumentando e che sono perennemente bagnate. Il rischio di scivolamento è significativo. A questo si aggiunge che verrete investiti dalla prima acqua nebulizzata sollevata dalla cascata della finestra di scarico del bypass. Se avete dispositivi elettronici non waterproof, consiglio di metterli in sacchetti di nylon del tipo da alimenti con la chiusura "salvafreschezza" prima di riporli nello zaino.
Inoltrandovi nella forra consiglio vivamente di indossare anche il caschetto di protezione per limitare i danni in caso di caduta accidentale di sassi o altro dalle pareti strapiombanti.
Arrivati in vista della cascata, la sensazione è quella di essere sotto la doccia. L'acqua nebulizzata potrebbe provocarvi la sensazione di "fame d'aria", per cui casomai mettetevi di traverso senza offrire direttamente la faccia all'acqua.
Dovrete però abbandonare il greto del torrente quando vi troverete di fronte a un tratto completamente allagato e insuperabile. Portandovi alla vostra sinistra dovrete trovare una traccia di sentiero non di immediata acquisizione e che vi porterà all'accesso della prima galleria di servizio, sempre sulla vostra sinistra (destra idrografica) in posizione sopraelevata rispetto al torrente: è una galleria molto ampia e asciutta (almeno quando l'ho percorsa io) con un lungo tratto buio dove l'uso della pila da caschetto sarà indispensabile. All'uscita sarete molto vicini alla cascata e verrete quindi investiti da potenti getti d'acqua trasportati da un vento prepotente.
La mia escursione si è fermata all'imbocco della seconda galleria che mi avrebbe portato oltre la cascata e quindi fin sotto la diga. Ho provato a entrare, ma fatti pochi passi l'acqua al suo interno è diventata abbastanza profonda (oltre il ginocchio) e il mix venti/aria nebulizzata è ulteriormente aumentato. L'ostilità dell'ambiente è data anche da una parziale oscurità resa tale dall'acqua in sospensione e dal fatto che tutto è maledettamente scivoloso. Quindi per me è stata alzata bandiera bianca...
Per chi volesse proseguire, guardate bene i filmati di Lost Structures per farvi un'idea precisa.
Al ritorno fate molta attenzione a non scivolare: la stanchezza può giocare brutti scherzi.
La descrizione è stata fatta sulla base del mio personale livello di preparazione, della forma fisica e dell'età (53 anni alla data dell'escursione).
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Iscritto il: 25/01/2026, 11:44
Torno sull’argomento della risalita della forra dopo essere “inciampato” in questo articolo del 2014:
https://www.corrierealpi.it/cronaca/tra ... e-owb18rto
Una notizia drammatica, ancora oggi in parte non chiarita. Ma al di là di questo, leggete bene la complessità di un intervento di soccorso in quel canyon, soprattutto se si devono superare i guadi e raggiungere il tampone…
- l’elicottero non può operare in quel contesto
- la risalita dei soccorritori può essere ostacolata dalle stesse attrezzature di soccorso
- si deve poi pensare a una possibile discesa con un soggetto imbarellato, facendo i conti con pozze profonde e con il rischio di scivolare
- la stessa manovra di calata dal ponte-tubo è estremamente complessa: oltretutto, un conto è far risalire una sacca cadaverica (come nel caso in esame), ben altro far risalire una barella rigida o un “toboga”, magari con un ferito fratturato….
https://www.corrierealpi.it/cronaca/tra ... e-owb18rto
Una notizia drammatica, ancora oggi in parte non chiarita. Ma al di là di questo, leggete bene la complessità di un intervento di soccorso in quel canyon, soprattutto se si devono superare i guadi e raggiungere il tampone…
- l’elicottero non può operare in quel contesto
- la risalita dei soccorritori può essere ostacolata dalle stesse attrezzature di soccorso
- si deve poi pensare a una possibile discesa con un soggetto imbarellato, facendo i conti con pozze profonde e con il rischio di scivolare
- la stessa manovra di calata dal ponte-tubo è estremamente complessa: oltretutto, un conto è far risalire una sacca cadaverica (come nel caso in esame), ben altro far risalire una barella rigida o un “toboga”, magari con un ferito fratturato….
Ottima disamina Giacal.
Non posso che confermare quanto sopra. La forra l'abbiamo percorsa molte volte con gli amici dighici, fino ad arrivare sotto la diga. Visto che hai portato l'esperienza fino alla cascata, spiego com'è dopo. Innanzituto l'ideale è andare in periodi di secca, quindi poche pioggie nei giorni precedenti. L'arrivo alla cascata dopo la prima galleria è impegnativo, le roccie sono bagnate con molti strati di muffa, sembra di camminare a tutti gli effetti su una pista di pattinaggio, ma qui non è in piano, se scivoli ti puoi fare veramente male. La cascata, diciamo che è più il rumore che fa paura. Si può passare sia sul muro di contenimento, sia a sx dove passava la strada. Sul muretto si è vicini alla cascata, sarà un 3/4 metri di distanza, si può avere la percezione che ti trascini dentro, ma lo spostamento d'aria creato è a favore verso la roccia, quindi a meno di inciampare, è difficile cadere sotto la cascata (ma serve massima attenzione, mai dire mai) . Mi sembra che il muretto sia largo ca. 1 metro, quindi si passa bene. Per essere sicuri si passa a sx del muretto, tenendo conto che l'acqua arriva alla cintura, ma sono pochi metri da fare. Dall'altra parte ovviamente non c'è piu il torrente, tolto una leggera nebulizzazione della cascatella dello scarico degli spillamenti. Ci si deve arrampicare su pezzi franati, si cammina sulle rocce venute giù con la frana, e dopo circa un 15/20 min si arriva sotto la diga. Diciamo che è un po piu semplice della prima parte, tenendo sempre conto delle pietre scivolose e di una arrampicatina sui detriti. METTETE DISPOSITIVI ELETTRONICI NEI SACCHETTI! La prima volta nel 2008 che sono andato, ovviamente non mi sono fidato di passare sul muretto, e ho optato per passare di fianco. Pensavo ci fosse poca acqua...invece al primo passo mi sono trovato con l'acqua alla cinta e da buon "c.....ne" col telefono nella tasca. A voi le giuste considerazioni.
Sconsiglio vivamente una escurione da soli. Caschetto obbligatorio visto che possono cadere delle pietre. Io opto quasi sempre per un paio di scarpe antifortunistiche, e pantaloncini corti, non ho problemi a farmi un bagno, poi mi cambio totalmente al ritorno alla macchina. Ma ognuno deve sentirsi a suo agio a camminare nel torrente con il vestiario che preferisce. Cercherò qualche foto per rendere l'idea. IMPORTANTE: non è una passeggiata, serve un minimo di dimestichezza a camminare nell'acqua con rocce scivolose, in alcuni punti cin una corrente non da poco, quindi anche un buon equilibrio è fondamentale.
Non posso che confermare quanto sopra. La forra l'abbiamo percorsa molte volte con gli amici dighici, fino ad arrivare sotto la diga. Visto che hai portato l'esperienza fino alla cascata, spiego com'è dopo. Innanzituto l'ideale è andare in periodi di secca, quindi poche pioggie nei giorni precedenti. L'arrivo alla cascata dopo la prima galleria è impegnativo, le roccie sono bagnate con molti strati di muffa, sembra di camminare a tutti gli effetti su una pista di pattinaggio, ma qui non è in piano, se scivoli ti puoi fare veramente male. La cascata, diciamo che è più il rumore che fa paura. Si può passare sia sul muro di contenimento, sia a sx dove passava la strada. Sul muretto si è vicini alla cascata, sarà un 3/4 metri di distanza, si può avere la percezione che ti trascini dentro, ma lo spostamento d'aria creato è a favore verso la roccia, quindi a meno di inciampare, è difficile cadere sotto la cascata (ma serve massima attenzione, mai dire mai) . Mi sembra che il muretto sia largo ca. 1 metro, quindi si passa bene. Per essere sicuri si passa a sx del muretto, tenendo conto che l'acqua arriva alla cintura, ma sono pochi metri da fare. Dall'altra parte ovviamente non c'è piu il torrente, tolto una leggera nebulizzazione della cascatella dello scarico degli spillamenti. Ci si deve arrampicare su pezzi franati, si cammina sulle rocce venute giù con la frana, e dopo circa un 15/20 min si arriva sotto la diga. Diciamo che è un po piu semplice della prima parte, tenendo sempre conto delle pietre scivolose e di una arrampicatina sui detriti. METTETE DISPOSITIVI ELETTRONICI NEI SACCHETTI! La prima volta nel 2008 che sono andato, ovviamente non mi sono fidato di passare sul muretto, e ho optato per passare di fianco. Pensavo ci fosse poca acqua...invece al primo passo mi sono trovato con l'acqua alla cinta e da buon "c.....ne" col telefono nella tasca. A voi le giuste considerazioni.
Sconsiglio vivamente una escurione da soli. Caschetto obbligatorio visto che possono cadere delle pietre. Io opto quasi sempre per un paio di scarpe antifortunistiche, e pantaloncini corti, non ho problemi a farmi un bagno, poi mi cambio totalmente al ritorno alla macchina. Ma ognuno deve sentirsi a suo agio a camminare nel torrente con il vestiario che preferisce. Cercherò qualche foto per rendere l'idea. IMPORTANTE: non è una passeggiata, serve un minimo di dimestichezza a camminare nell'acqua con rocce scivolose, in alcuni punti cin una corrente non da poco, quindi anche un buon equilibrio è fondamentale.
Se si passa tra gli arbusti conviene avere pantaloni lunghi per il discorso zecche ecc..., noi optiamo sempre per il dritto x dritto nel torrente.Agid ha scritto: ↑06/02/2026, 20:35 Ottima disamina Giacal.
Non posso che confermare quanto sopra. La forra l'abbiamo percorsa molte volte con gli amici dighici, fino ad arrivare sotto la diga. Visto che hai portato l'esperienza fino alla cascata, spiego com'è dopo. Innanzituto l'ideale è andare in periodi di secca, quindi poche pioggie nei giorni precedenti. L'arrivo alla cascata dopo la prima galleria è impegnativo, le roccie sono bagnate con molti strati di muffa, sembra di camminare a tutti gli effetti su una pista di pattinaggio, ma qui non è in piano, se scivoli ti puoi fare veramente male. La cascata, diciamo che è più il rumore che fa paura. Si può passare sia sul muro di contenimento, sia a sx dove passava la strada. Sul muretto si è vicini alla cascata, sarà un 3/4 metri di distanza, si può avere la percezione che ti trascini dentro, ma lo spostamento d'aria creato è a favore verso la roccia, quindi a meno di inciampare, è difficile cadere sotto la cascata (ma serve massima attenzione, mai dire mai) . Mi sembra che il muretto sia largo ca. 1 metro, quindi si passa bene. Per essere sicuri si passa a sx del muretto, tenendo conto che l'acqua arriva alla cintura, ma sono pochi metri da fare. Dall'altra parte ovviamente non c'è piu il torrente, tolto una leggera nebulizzazione della cascatella dello scarico degli spillamenti. Ci si deve arrampicare su pezzi franati, si cammina sulle rocce venute giù con la frana, e dopo circa un 15/20 min si arriva sotto la diga. Diciamo che è un po piu semplice della prima parte, tenendo sempre conto delle pietre scivolose e di una arrampicatina sui detriti. METTETE DISPOSITIVI ELETTRONICI NEI SACCHETTI! La prima volta nel 2008 che sono andato, ovviamente non mi sono fidato di passare sul muretto, e ho optato per passare di fianco. Pensavo ci fosse poca acqua...invece al primo passo mi sono trovato con l'acqua alla cinta e da buon "c.....ne" col telefono nella tasca. A voi le giuste considerazioni.
Sconsiglio vivamente una escurione da soli. Caschetto obbligatorio visto che possono cadere delle pietre. Io opto quasi sempre per un paio di scarpe antifortunistiche, e pantaloncini corti, non ho problemi a farmi un bagno, poi mi cambio totalmente al ritorno alla macchina. Ma ognuno deve sentirsi a suo agio a camminare nel torrente con il vestiario che preferisce. Cercherò qualche foto per rendere l'idea. IMPORTANTE: non è una passeggiata, serve un minimo di dimestichezza a camminare nell'acqua con rocce scivolose, in alcuni punti cin una corrente non da poco, quindi anche un buon equilibrio è fondamentale.
Ecco alcune foto a monte della cascata, come si può vedere si cammina su materiale molto scivoloso anche sotto il tampone.
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Iscritto il: 18/02/2026, 11:08
io andai tre volte. 2 sicuro 96 e poi 97 appena dopo l'orazione di paolini. infatti c'era ancora il piazzale spianato per le riprese. andammo sia a toccare la diga lato frana che lato forra. ho le foto di allora. devo scansirle ovviamente
per la forra il periodo era estate le prime due volte ed l'ultima autunno (ricordo che avevo il bomber alpha ) che fu la terza volta e piu interessante.
le prime volte ..parcheggiato qua
CODISSAGO SR251 (dir.Claut)
32010 Longarone BL
46.268883, 12.310575
forse l'ultima volta addirittura sul cemento della strada che porta in forra
in estate l'acqua era bassa ma non essendo preparati ci fermammo quando attraversare e riattraversare il ruscelletto fu impossibile senza bagnarsi. portammo la seconda volta gli stivali..e permise a due amici di arrivare al tunnel che guardando la diga è a sinistra. ma non si inoltrarono causa buio pesto totale dopo poco.
la terza volta anche se ci bagnammo andammo. il tunnel era cosi buio che non vedevo la mano davanti a me a 2 cm mettendomi trasversale. ma la luce in fondo ci guidava..e via.
arrivati in fondo al tunnel c'era la cascata sulla destra..ma ci infilammo nell'acqua ..altezza fino alle anche toh..e poi risaliti sui detriti opposti , ho un ricordi di un passaggio alto un metro.
di la silenzio e calma irreale a momenti.. rocce molto scure mi vengono in mente ed erba.
la diga era li..e c'era la scaletta che portava al mini dente/terrazzo .saliti ci infilammo nel primo "portale" che incrociava in fondo perpendicolarmente un altro.. e li ci fermammo . non avevamo torce. se le avessimo avuto saremmo ancora li ad esplorare. i miei amici provarono a scalare la scaletta sx che portava in alto.arrivarono fino a quando mi dissero che non era piu dritta a 90° ma piu inclinata. deduco 30 40 mt
nella forra ai tempi c'era un rottame di un auto fatta cadere da sopra immagino. un cubo di 1mt o meno schiacciato. bianca forse.
appena scansisco il tutto le posto.
dalla parte della terra molto piu easy . ricordo che alcune persone lanciavano massi nel laghetto residuo.. anche se non capivamo da dove..credo ci fosse comunque un sentiero dopo la chiesa di Sant antonio.
per la forra il periodo era estate le prime due volte ed l'ultima autunno (ricordo che avevo il bomber alpha ) che fu la terza volta e piu interessante.
le prime volte ..parcheggiato qua
CODISSAGO SR251 (dir.Claut)
32010 Longarone BL
46.268883, 12.310575
forse l'ultima volta addirittura sul cemento della strada che porta in forra
in estate l'acqua era bassa ma non essendo preparati ci fermammo quando attraversare e riattraversare il ruscelletto fu impossibile senza bagnarsi. portammo la seconda volta gli stivali..e permise a due amici di arrivare al tunnel che guardando la diga è a sinistra. ma non si inoltrarono causa buio pesto totale dopo poco.
la terza volta anche se ci bagnammo andammo. il tunnel era cosi buio che non vedevo la mano davanti a me a 2 cm mettendomi trasversale. ma la luce in fondo ci guidava..e via.
arrivati in fondo al tunnel c'era la cascata sulla destra..ma ci infilammo nell'acqua ..altezza fino alle anche toh..e poi risaliti sui detriti opposti , ho un ricordi di un passaggio alto un metro.
di la silenzio e calma irreale a momenti.. rocce molto scure mi vengono in mente ed erba.
la diga era li..e c'era la scaletta che portava al mini dente/terrazzo .saliti ci infilammo nel primo "portale" che incrociava in fondo perpendicolarmente un altro.. e li ci fermammo . non avevamo torce. se le avessimo avuto saremmo ancora li ad esplorare. i miei amici provarono a scalare la scaletta sx che portava in alto.arrivarono fino a quando mi dissero che non era piu dritta a 90° ma piu inclinata. deduco 30 40 mt
nella forra ai tempi c'era un rottame di un auto fatta cadere da sopra immagino. un cubo di 1mt o meno schiacciato. bianca forse.
appena scansisco il tutto le posto.
dalla parte della terra molto piu easy . ricordo che alcune persone lanciavano massi nel laghetto residuo.. anche se non capivamo da dove..credo ci fosse comunque un sentiero dopo la chiesa di Sant antonio.
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Iscritto il: 25/01/2026, 11:44
Grazie per la testimonianza, CRE500!!
Le foto saranno senz’altro graditissime!
Certo, ormai quasi trent’anni hanno cambiato molto di quel “mondo a parte”, ad esempio la carcassa dell’auto non c’è più. Tuttavia è un ambiente che permane pericoloso e che va affrontato in modo consapevole. Per parte mia non tornerò, l’età avanza e andare in cerca di rogne non è più nella mia indole!
Attendiamo le foto!
Le foto saranno senz’altro graditissime!
Certo, ormai quasi trent’anni hanno cambiato molto di quel “mondo a parte”, ad esempio la carcassa dell’auto non c’è più. Tuttavia è un ambiente che permane pericoloso e che va affrontato in modo consapevole. Per parte mia non tornerò, l’età avanza e andare in cerca di rogne non è più nella mia indole!
Attendiamo le foto!
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ecco le foto. scansite .
in avvicinamento alla diga
passati oltre la cascata e vicini alla diga
spalle al muro..notare la scaletta ora scomparsa..ora..mi sa da parecchi anni scalata..interrotta finalmente dentro foto al buio totale ponte tubo di ritorno...praticamente sotto la cascata
in avvicinamento alla diga
passati oltre la cascata e vicini alla diga
spalle al muro..notare la scaletta ora scomparsa..ora..mi sa da parecchi anni scalata..interrotta finalmente dentro foto al buio totale ponte tubo di ritorno...praticamente sotto la cascata
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Ullallà com'è cambiata la forra in 30 anni!!
Oggi a passare in esterna alla cascata quasi non se ne parla, i più "ardimentosi" passano all'esterno della seconda galleria, ma sotto la cascata su un muretto in calcestruzzo dove il rischio di scivolare e fracassarsi è elevatissimo!
Sennò ti tocca farti la seconda galleria a mollo fino alle "olive", al buio e su un terreno scivolosissimo...
La scala è stata tolta, ma uno spezzone è stato depositato sul gradone in calcestruzzo tra il tampone e la partenza della diga vera e propria, lo si intravvede dalle vecchie gallerie ex Colomber quando sono aperte nella giornata della memoria.
Belle foto!
Oggi a passare in esterna alla cascata quasi non se ne parla, i più "ardimentosi" passano all'esterno della seconda galleria, ma sotto la cascata su un muretto in calcestruzzo dove il rischio di scivolare e fracassarsi è elevatissimo!
Sennò ti tocca farti la seconda galleria a mollo fino alle "olive", al buio e su un terreno scivolosissimo...
La scala è stata tolta, ma uno spezzone è stato depositato sul gradone in calcestruzzo tra il tampone e la partenza della diga vera e propria, lo si intravvede dalle vecchie gallerie ex Colomber quando sono aperte nella giornata della memoria.
Belle foto!
Grazie belle foto! E un po' mi manca andare li sotto...