🕰️12 settembre 1963 - L’ing. Alberico Biadene, direttore del Servizio Costruzioni Idrauliche dell’ENEL, risponde al Sindaco di Erto e Casso che esprime le paure degli abitanti sul bacino, accusandolo di “affermazioni piuttosto azzardate”. Ma nelle settimane successive, le sue azioni saranno ben diverse dalle parole scritte in quella lettera.

Il 12 settembre 1963 l’ing. Alberico Biadene, direttore del Servizio Costruzioni Idrauliche dell’ENEL, risponde alla lettera inviatagli dal Sindaco di Erto e Casso il 2 settembre, etichettando le affermazioni ivi contenute come “piuttosto azzardate”.
Nella sua lettera, l’ing. Biadene fornisce spiegazioni sull'attività sismica e sulla stabilità del paese di Erto, citando studi dei professori Caloi e Dal Piaz e ricordando che rapporti quindicinali vengono regolarmente inviati al Genio Civile, al Servizio Dighe ed alla commissione di collaudo. La lettera si conclude con un rimprovero al Sindaco per aver rimosso il divieto di avvicinarsi alle sponde del lago, poiché ivi possono verificarsi moti ondosi durante il processo di riempimento del bacino.
Nel frattempo, però, la frana sul Monte Toc continua a muoversi sempre più velocemente, portando lo stesso Biadene, appena due settimane dopo l’invio della lettera, ad ordinare lo svaso rapido del bacino. Una decisione tardiva che non eviterà il disastro della notte del 9 ottobre 1963.
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