🕰️15 giugno 1957 - Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici approva il progetto esecutivo della diga del Vajont dando vita al Grande Vajont.

Guarda il video

Il 15 giugno 1957 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici approvò il progetto esecutivo della diga del Vajont, presentato dall’ingegner Carlo Semenza a fine gennaio dello stesso anno. Rispetto al precedente, il nuovo progetto, noto come “Grande Vajont”, prevedeva una diga più alta di circa 60 metri Una modifica che, pur sembrando minima, avrebbe triplicato la capacità del bacino: da 50 a ben 150 milioni di metri cubi d’acqua.  Nel verbale, il Consiglio giudicò il progetto “meritevole di approvazione”.

Il “Grande Vajont” fu concepito per convogliare nell'omonimo bacino le acque provenienti dalla diga di Vodo di Cadore sul Boite, da quella di Pontesei sul Maè e, soprattutto, dal bacino del Cellina. In questo modo, l’ingegner Semenza assegna al Vajont un ruolo centrale nel sistema idroelettrico Piave-Boite-Maè-Vajont, come bacino integratore e regolatore delle acque del Piave e del Cellina.

Tuttavia, il bacino del Vajont non svolse mai quella funzione. La formazione del lago artificiale innescò il lento riattivarsi della paleofrana dormiente sul Monte Toc, che nella notte del 9 ottobre 1963 precipitò nel bacino, colmandolo in pochi secondi con milioni di metri cubi di detriti e generando un’onda devastante che spazzò via intere comunità, causando la morte di 1.910 persone innocenti.