🕰️2 settembre 1963 - Il Sindaco di Erto e Casso scrive a SADE-ENEL per esprimere le paure degli abitanti e chiedere garanzie: il bacino del Vajont causerà danni a persone e case?

Il 2 settembre 1963 il Sindaco di Erto e Casso invia una lettera alla SADE, nel frattempo diventata ENEL per via della nazionalizzazione, all’Ufficio del Genio Civile, alla Prefettura di Udine e al Ministero dei Lavori Pubblici, segnalando le preoccupazioni per la sicurezza della popolazione e del paese di Erto. La lettera si apre con un ammonimento rivolto all’ENEL per non aver risposto a un precedente telegramma inviato dal Sindaco un paio di mesi prima. Nel corso della comunicazione, il Sindaco esige da parte dell’ENEL la certezza che la “diga non rechi, né recherà danno al paese di Erto e Casso, e nelle persone e nelle cose”.
Il Sindaco chiede inoltre al Genio Civile di Udine di accertare, tramite perizia, lo stato dei fabbricati di Erto e Casso, giĂ danneggiati dalle frequenti scosse telluriche, e di disporre un risarcimento da parte di chi di dovere.
La lettera riceverà risposta pochi giorni dopo dall’ing. Biadene, il quale si mostrerà molto seccato per il rimprovero ricevuto dal Sindaco di Erto e Casso. Tuttavia, le preoccupazioni delle popolazioni di Erto e Casso si concretizzeranno la notte del 9 ottobre 1963, quando l’onda generata dalla frana precipitata nel bacino causerà ingenti danni ai paesi di Erto e Casso, la completa distruzione di alcune frazioni e la morte di 158 persone.