🕰️20 aprile 1961 - L’ing. Carlo Semenza scrive al suo maestro, Vincenzo Ferniani, esprimendo le sue crescenti preoccupazioni sulla frana nel bacino del Vajont. Un’ansia costante che lo accompagnerà fino alla sua improvvisa morte pochi mesi dopo.

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Il 20 aprile 1961, l’ingegnere Carlo Semenza, progettista della diga del Vajont, scrive una lunga lettera al suo maestro Vincenzo Ferniani, al quale era subentrato come direttore del servizio costruzioni idrauliche della SADE. Nella lettera, Semenza racconta gli eventi legati al bacino del Vajont: dalla frana del 4 novembre 1960 alla successiva visita della commissione collaudatrice, fino alla sua crescente preoccupazione per il rischio che la caduta della frana potesse creare un’ostruzione intermedia, bloccando l’acqua a monte e mettendo in pericolo l’abitato di Erto, situato appena 50 metri sopra il livello massimo del bacino.

Da queste preoccupazioni nasce l’idea di costruire una galleria che metta in comunicazione le due parti del lago, per scongiurare il peggio. Semenza scrive:
“Non Le nascondo che il problema di queste frane mi sta preoccupando da mesi: le cose sono probabilmente più grandi di noi e non ci sono provvedimenti pratici adeguati, a meno di pensare di far cadere buona parte del materiale addirittura, con grandi mine, come proporrebbe l’ing. Sensidoni; ma è il caso di arrivare a tanto?”

Queste preoccupazioni non lo abbandoneranno mai, e forse contribuiranno alla sua morte improvvisa per emorragia cerebrale, il 30 ottobre dello stesso anno.