🕰️5 maggio 1959 - Tina Merlin dà voce ai timori degli abitanti di Erto in un articolo su l'Unità . Denunciata dalla SADE per aver diffuso “notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico”, verrà assolta nel novembre 1960, pochi giorni dopo la caduta della prima parte di frana dal Monte Toc.

Il 5 maggio 1959, Tina Merlin, giornalista e corrispondente da Belluno per il quotidiano l’Unità , scrive un articolo in cui parla della formazione del consorzio per la rinascita e la salvaguardia della valle ertana, formato da 130 capifamiglia riunitisi a Erto per opporsi agli espropri imposti dalla SADE, impegnata nella costruzione della diga del Vajont. Il titolo dell’articolo è: “La SADE spadroneggia, ma i montanari si difendono”.
Oltre agli espropri, la Merlin dĂ voce ai timori degli abitanti di Erto i quali temono che, una formatosi il lago, il terreno su cui poggiano le loro case possa cedere e sprofondare all’interno del lago stesso. Pochi giorni dopo la pubblicazione dell’articolo, Tina Merlin viene denunciata da Vittorio Cini, conte di Monselice e presidente della SADE.per aver diffuso “notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico” Nel frattempo, il 4 novembre 1960, si stacca una parte di frana dal Monte Toc finendo nel bacino artificiale. Il 30 novembre successivo, il tribunale di Milano assolve Tina Merlin in quanto il fatto non costituisce reato.Â
Prima del disastro, la Merlin scriverà altri due articoli sul Vajont: uno l’8 novembre 1960 e l’altro 21 febbraio 1961, quest’ultimo l’unico in cui cita esplicitamente una grande frana sul Monte Toc. Dopo il disastro, firmerà altri articoli e pubblicherà il suo celebre libro “Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont” venti anni dopo il disastro ed appena otto anni prima della sua morte.