🕰️5 ottobre 1961 - Il 5 ottobre 1961, l’ing. Carlo Semenza chiede di riempire il bacino del Vajont fino a 680 metri, procedendo con cautela per monitorare la frana. Ma muore il 30 ottobre, prima che la richiesta venga accolta: il Servizio Dighe autorizzerà l’invaso solo fino a 640 metri, pochi giorni dopo.

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Il 5 ottobre 1961 l’ingegnere Carlo Semenza, invia al Servizio Dighe la richiesta di poter procedere al riempimento del bacino del Vajont fino a quota 680 m. Nella lettera, l’ing. Semenza fa presente che la costruzione della galleria di sorpasso frana, resasi necessaria dopo la caduta della frana del 4 novembre 1960, è stata ultimata e che l’invaso procederà con un aumento giornaliero di 70 cm fino a quota 650 m, per poi ridursi a 30 cm al giorno fino al raggiungimento di quota 680 m prevista per la primavera del 1962.

Nel richiedere l’autorizzazione ad aumentare il livello dell’acqua all’interno del serbatoio, l’ing. Semenza sembra volersi muovere con prudenza, prestando particolare attenzione ai movimenti della frana. Nel frattempo, a partire da settembre 1961, sono iniziate le prove sul modello idraulico a Nove di Vittorio Veneto per verificare gli effetti della caduta di una frana all’interno del bacino. 

La richiesta verrà accolta il 25 novembre 1961, ma il Servizio Dighe autorizzerà il riempimento del bacino solo fino a quota 640 m. Ma l’ing. Semenza non la vedrà mai, poiché muore di emorragia cerebrale il 30 ottobre 1961, lasciando la direzione del Servizio Costruzioni Idrauliche al suo braccio destro Alberico, detto “Nino”, Biadene.

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