FRASEIGN (o Frasein)

Località di transito tra Erto e Casso per la transumanza dei bovini dal Toc ai paesi, era costituita da 9 casere in cui gli animali, al termine dell'alpeggio estivo, venivano provvisoriamente fatti svernare fino all'esaurimento del foraggio, per poi essere portati a Casso. A primavera si sarebbe fatto il percorso contrario.

Queste strutture erano dotate anche di una piccola latteria in cui lavorare il latte appena munto.

L'ondata provocata dalla frana del 9 ottobre uccise 14 persone appartenenti alle 8 famiglie che si trovavano nelle malghe.

MALGHE
Le malghe in località Fraseign

AEROFOTO
Località Fraseign fotografata dall'Aeronautica Militare il 22 ottobre 1963 (fonte: atti processuali digitralizzati)

VAL DAL LUOC

Anche in questo caso non si può parlare di una vera e propria frazione, quanto di un punto individuato nei pressi della località Fraseign, in corrispondenza del bivio che dalla frazione Il Cristo arrivava a Casso. Il nucleo abitativo era costituito da sole tre famiglie di 11 persone, delle quali ne sopravvisse una sola. Dal posto partivano due teleferiche che lo collegava rispettivamente alla parte alta e alla parte bassa del Toc.

VALDALUOC

Testimonianza di Luciano Mazzucco:

“In piazza, sotto il noghèr il noce, ho trovato Osvaldin de Canceliér che ha perso tutti, il papà, la mamma. Siamo scesi insieme a Frasén. … Quando siamo arrivati si è messo a urlare, voleva buttarsi, quasi copàsse, suicidarsi. Mi aveva fatto prendere paura, se sentivi come urlava, urlava, chiamava papà, mamma. … Io avevo 17 anni. Era rimasta un po’ di strada, appena sotto la costa. La famiglia Thatèr… se erano spariti lì, figurati più sotto. Arrivato, ho visto il colle nudo. Mia madre era ancora più sotto. Ho pensato: Mia madre è morta, non c’è più nessuno. Sono arrivato proprio dove c’era la casera, ho visto il muro, i sassi. Scendendo pensavo che ero rimasto solo. Sentivi l’acqua che scorreva. C’era tutta una melma. … Io non solo salito sull’elicottero, sono sceso con lo zio Checo, a Longarone, con la speranza di trovare qualcuno. Sono passato tra i morti. Io ho visto: morti, morti, morti. Passavi sui morti. IlPiave era un rigagnolo con poca acqua, vedevi bestie gonfie, cadaveri intatti o gonfi… Io avrò visto mille cadaveri per cercare mia madre. … Quelli intatti li riconoscevi, altrimenti mi mostravano degli oggetti, qualcosa. Trovare qualcosa di mia madre sarebbe stato bello. La speranza di ritrovarla viva l’avevo persa non appena avevo visto la desolazione a Fraségn. Mi era rimasta la speranza di vederla da morta, pensavo che fosse stata sobbalzata e portata a Longarone.”
(testimonianza tratta dal sito associazione ONLUS EcoMuseo Vajont che ringrazio per la concessione)

L'area fu completamente distrutta dall'ondata del bacino sollevata dalla frana, come si può notare dal raffronto delle due foto seguenti:

FRASEIN5

FRASEIN6

Fonte: associazione ONLUS EcoMuseo Vajont

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frasein

(credits sito EcoMuseo Vajont)