Si tratta di almeno due piccole borgate in sponda destra - entrambe denominate i Mulini - che si trovavano a quota più bassa rispetto all'abitato delle Spesse (prima borgata) e a quello di Erto (seconda borgata).
Sulla borgata chiamata i Mulini delle Spesse abbiamo una testimonianza e una descrizione nel libro di Felice Filippin Lazzeris intitolato "Vajont: leggende, storia e cronache" in cui descrive tra l'altro la macinatura del granturco fatta nell'unico mulino rimasto in attività, che sfruttava la corrente del torrente Vajont: un'occasione di festa per i ragazzi che pur di parteciparvi non si tiravano indietro nel portare a spalle i sacchi del grano da macinare, con ben 250 metri di dislivello.
Entrambe le località furono espropriate e quindi sommerse dall'invaso.
Le foto che seguono fanno parte dei fondi fotografici Le Vie della Memoria che ringrazio per la gentile concessione.
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Località "i Mulini" fotografata negli anni Cinquanta (archivio VdM, fondo 039)

Inizio anni 60, prima prova di invaso: la località "i Mulini" prossima alla sommersione (archivio VdM, fondo 000)

Località “I Mulini” durante il primo invaso. Le strutture abitative erano già state espropriate e sgomberate (archivio VdM, fondo 039)

Le case basse della località ormai quasi sommerse (archivio VdM, fondo 022)
