Si tratta di due località tra loro vicine, la prima a quota leggermente sottostante la seconda, entrambe in sponda sinistra in corrispondenza del torrente Mesazzo, tra Prada e Pineda.

Tali borgate venivano occupate esclusivamente nel periodo primavera-autunno, sfruttate per il pascolo del bestiame, per la raccolta della frutta fornita da numerosi alberi e per la fienagione, dal momento che - a detta di tutti - il fieno di Saveda era il migliore.

Non esistono fotografie dell'epoca, ma solo quella che riportiamo, scattata a Saveda negli anni Ottanta, e che immortala il rudere di una malga abbandonata dopo il disastro del 9 ottobre.

Le foto che seguono fanno parte dei fondi fotografici Le Vie della Memoria che ringrazio per la gentile concessione.

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