Borgata situata in una posizione "strategica" tra Erto e San Martino e conosciuta dagli Ertani con il soprannome di "piccolo feudo", da quando nel 1885 era stata aperta la strada carrozzabile che aveva finalmente collegato questo borgo con il resto del mondo: era diventato infatti un punto di transito obbligato per chiunque arrivasse dalla Val Cellina diretto verso la valle del Piave e la sua collocazione consentiva di prendere "di inforcata" entrambe le direzioni, avvistando con largo anticipo chiunque arrivasse.
Durante la 2° Guerra Mondiale Valdapònt era un luogo di sicuro rifugio per chi volesse sottrarsi ai tedeschi, poichè un ripido sentiero che partiva alle spalle dell'abitato portava vino in val Zemola, ricca di grotte e anfratti dove nascondersi.
Gli abitanti della zona erano conosciuti in tutta la valle come tra i più esperti lavoratori e intagliatori del legno. In loco era stato allestito anche un piccolo macello per gli animali e, dall'inizio degli anni Cinquanta, fu aperta anche un'osteria, chiamata "osteria da Eufemia", distinguibile per le imposte di colore azzurro.
Oggi Valdapònt è facilmente raggiungibile in macchina semplicemente percorrendo la statale che da Erto va verso Cimolais.
Credits foto: sito "Le Vie della Memoria", per gentile concessione.
COMMENTA SUL FORUM QUI


Valdapont ieri e oggi: la foto di sinistra è degli anni Quaranta; quella di destra è dei giorni nostri, entrambe scattate dallo stesso punto. Al di là di poche varianti (strada asfaltata, guardrail, case ristrutturate) il borgo ha mantenuto il suo fascino originale (credits "Le Vie della Memoria")

Una bella immagine familiare in mezzo alla neve. La slitta è stata sicuramente realizzata "in casa" e veniva usata anche per andare a scuola

Gennaio 1963. Foto invernale della borgata

Una tenera immagine del bambino Duilio "Fozza" in un'epoca storica molto tormentata...

Uno scorcio invernale di Valdapònt preso verosimilmente negli anni Cinquanta

Un'altra tenera immagine di famiglia scattata a Valdapònt negli anni Quaranta
(credits Le Vie della Memoria)
