La figura di questo esercizio pubblico compare ogni tanto quasi di rimbalzo quando si parla del Vajont. Di solito ne parlano le persone del posto, magari chi lo ha frequentato. Ma la sua storia è per lo più ammantata di mistero, a partire dalla sua ragione sociale "da Beppino": chi fosse costui non siamo riusciti a scoprirlo, nè è certo che fosse davvero questa o che piuttosto si trattasse del nome dato per consuetudine in tempi in cui gestire un esercizio pubblico rivestiva un'estrema importanza, soprattutto in una valle come quella del Vajont.

Una cartolina viaggiata nel 1920: indicato dalla freccia, l'osteria "da Beppino" posta esattamente sotto il Colle Isolato. Questa dovrebbe essere la prima testimonianza iconografica della presenza di questo esercizio pubblico
Eppure questo bar - in origine osteria - ha rivestito il ruolo fondamentale di "posto telefonico pubblico" in un'area in cui una comunicazione tempestiva di soccorso poteva essere lo spartiacque tra la vita e la morte.
Diciamo subito che in realtà i bar "da Beppino" furono due. Il primo, ben più antico, si trovava lungo la strada vecchia per Erto, dopo l'abitato del Colomber in corrispondenza del curvone del Colle Isolato, in una struttura in pietra quasi a strapiombo sulla forra. Di esso abbiamo poche fotografie, nessuna in primo piano ma solo immortalato quasi per sbaglio.

Foto del 29 settembre 1957, poco prima dell'inizio degli espropri. La freccia indica l'osteria "da Beppino" presa dal versante sinistro idrografico (credits Archivio Semenza)
A poche centinaia di metri c'era anche l'osteria del Mannarin, poi albergo sociale "al Colomber": come mai due esercizi così vicini in una valle così isolata? Un breve cenno si trova nei quaderni storici parrocchiali, in cui si parla di un punto di sosta per i cavalli in anni in cui per attraversare la valle da Cimolais a Longarone non era propriamente agevole. Tuttavia non è chiaro se questo punto di sosta fosse il bar "da Beppino" o l'osteria "del Mannarin". E questo nel tempo ha contribuito ad alimentare i dubbi e la confusione che hanno portato a unificare i due siti.
Notizie più certe le abbiamo tuttavia a partire dal 1959, con la massiccia ondata di espropri che la SADE attuò nei confronti di chiunque avesse casa o campi sotto il livello del massimo invaso del futuro bacino: tra essi, l'intero abitato del Colomber che fu distrutto prima della sua sommersione.

1959. Indicati dalla freccia, i ruderi dell'osteria "da Beppino", quasi interamente demolita in vista della sommersione che avverrà a partire dal prossimo mese di febbraio. Si noti la sua posizione a picco sullo strapiombo
Dal 1960 il nuovo bar "da Beppino" lo troviamo sulla nuova strada di circonvallazione in destra idrografica. Anche qui, le poche foto arrivate ai giorni nostri non avevano aiutato a capire esattamente la sua ubicazione che, per la presenza di una galleria adiacente, è cambiata a seconda di chi guardava la foto. Grazie invece al confronto tra più fotografie di autori diversi è stato possibile localizzarlo con assoluta certezza: il bar si trovava salendo da Longarone dopo la parete dell'attuale palestra di roccia, a quota più bassa di Casso in un tratto di strada andato completamente distrutto al pari della galleria adiacente.
Sappiamo con più certezza che, oltre alla mansione di posto telefonico pubblico, il nuovo bar era anche il luogo di fermata della corriera di linea Longarone - Claut e, grazie al suo piazzale, consentiva la sosta di un buon numero di veicoli dell'aumentato traffico anche turistico che stava interessando la zona del Vajont.
L'ondata provocata dalla frana del 9 ottobre 1963 cancellò completamente tutta la zona, modificando significativamente i luoghi.
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1963. Indicata dal circoletto rosso, l'esatta ubicazione del bar "da Beppino" (credits Giovanni Sesso)

Nella foto del 1960 (credits Simone Gat Pitois Aime), un giovane Alessandro Trabucchi dell'impresa Torno, tra i più grandi ed esperti capicantiere dell'epoca. Il luogo di scatto della foto si è prestato a mille individuazioni, ma solo grazie a Alessandro Bonitti riusciamo a dargli la corretta collocazione.

Una foto di poco anteriore al disastro (credits ProgettoDighe)

Un'altra foto di poco anteriore alla precedente, con la presenza di una corriera (credits ProgettoDighe)
