E' una delle prime storie che si sentono raccontare quando si parla del Vajont.

LA STORIA
La sera del disastro una corriera stava transitando in direzione di Longarone.
C'è chi dice fosse una corriera di linea, chi invece sostiene fosse un pullman turistico.
C'è chi dice che il mezzo si trovasse in paese, chi invece dice che stesse transitando sulla strada che da Cimolais scende verso la diga.
Fatto sta che il mezzo e tutti i suoi occupanti scompare, travolto dall'onda, senza mai più essere ritrovato.

Non si sa chi per primo abbia messo in giro questa storia, la cui origine è probabilmente riconducibile all'immediatezza del disastro.
Di sicuro, per avere attecchito così bene, chi l'ha raccontata deve avere offerto in qualche modo le massime garanzie sulla veridicità dell'accaduto.
Poi, nel tempo, ognuno ci ha messo del suo, arricchendo la storia con particolari inediti.
E la storia è sopravvissuta fino ad oggi, tanto che se ne parla diffusamente nei veri gruppi social.

I RISCONTRI
Diciamo subito che non esiste alcuna corriera scomparsa con i suoi occupanti la sera del disastro.
Non c'è nessun riscontro ufficiale, nè denunce di scomparsa presentate alle autorità anche a settimane dalla tragedia.

L'immaginario collettivo deve quindi avere messo insieme un misto di verità a tanta fantasia.

Perchè una corriera distrutta dall'onda c'è stata davvero. Ma non è quella del Vajont, bensì una corriera travolta dalla tracimazione dell'acqua a seguito della frana di Pontesei, il 22 marzo 1959: in quell'occasione la strada statale 251 era stata prudenzialmente chiusa al traffico dalle guardie forestali perchè più in alto, a fianco al lago, la carreggiata era stata lesionata da fessurazioni; il bacino artificiale era stato abbassato, ciò nonostante quando alle 7 del mattino la frana venne giù, generò un'onda che tracimò la diga scendendo verso il Piave. L'autista di una corriera degli "Autoservizi Zoldana" era giunto in località Ponte Alto, ma si dovette fermare per l'impossibilità di proseguire. Capito l'imminente disastro, aveva fatto scendere i passeggeri che si erano messi in salvo attraverso una passerella pedonale. Il movimento franoso aveva interessato quindi la corriera che era stata sollevata, girata e trasportata fino a essere depositata su un macigno, riportando gravi danni. La corriera sarà poi riparata e proseguirà il suo normale servizio.

A questo si aggiunse un altro fattore. Nel 1964, durante i lavori di scavo sul greto del Piave ridotto a un paesaggio lunare dall'ondata, alcuni operai trovarono la carcassa di una corriera, andata completamente distrutta. Ma vuota. Era probabilmente una delle corriere che al momento del disastro sostava sul piazzale della stazione ferroviaria, quelle corriere di linea che garantivano i collegamenti con Cortina verso nord e con Treviso e Venezia verso sud.

Non potevano mancare naturalmente i particolari più macabri: gli operai che trovarono la corriera parlarono di un "odore nauseabondo" proveniente dal suo interno. Ma nessuno parlò mai di cadaveri. Va ricordato che l'ondata, nel distruggere le case e le fabbriche di Longarone, ne distrusse anche gli impianti fognari e le cisterne di nafta che servivano per il riscaldamento. Al riguardo, molti soccorritori della prima ora furono concordi nel descrivere un forte odore di nafta misto a odore di marcio, probabilmente esito della commistione di acqua e fango precipitata dall'invaso.

Qualcuno parlò poi del rinvenimento - a poca distanza dalla carcassa della corriera - del corpo di una giovane donna, ben vestita, probabilmente straniera e rimasta sconosciuta. Di questo aspetto manca qualsiasi riferimento oggettivo, ma ha contribuito ad avvalorare la teoria della corriera fantasma come un pullman straniero, forse tedesco.

CONCLUSIONI
Quella che ci è stata consegnata come la leggenda della corriera fantasma è appunto solo una leggenda. La mente umana di fronte a tragedie di questo tipo tende a creare situazioni di mistero, forse per esorcizzare paura e dolore.
Quindi, se vi sentite raccontare questa storia, nelle sue mille sfaccettature, sappiate che è solo una storia.
 
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Grazie all'Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali (IBRCS) siamo in grado di proporvi quella che probabilmente è l'unica foto della corriera Zoldo - Longarone - Belluno rimasta danneggiata in occasione della frana di Pontesei del 22 marzo 1959: si tratta di una possente Fiat 680 della "Autoservizi Zoldana" la quale, una volta aggiustata, terminò il suo meritato servizio dopo qualche tempo.