Cerchiamo di fare chiarezza sul presunto posto di blocco istituito la sera del disastro lungo la s.s. 51 d'Alemagna. La sua presenza viene citata unicamente da Marco Paolini nella sua orazione del 1997 (peraltro ripresa anche nella seconda del 2023, V come Vajont [1], ma l'attore fa riferimento a una presunta richiesta fatta dalla SADE a qualcuno perchè tale blocco venisse predisposto. Di qui, la convinzione radicata in molte persone che quel posto di blocco fosse stato effettivamente costituito.
Innanzitutto vanno distinti:
posto di controllo: dispositivo con funzione di controllo a campione dei veicoli e delle persone, può essere istituito sia a iniziativa della singola pattuglia, sia per ordine di servizio firmato dal comandante da cui essa dipende;
posto di blocco: dispositivo con funzione di interdizione al traffico di una determinata strada (o serie di strade); esso è disposto con ordinanza del questore previo accordo con la prefettura e solo per motivate e indifferibili ragioni di ordine o sicurezza pubblica.
Ciò premesso, dall’esame del materiale processuale (che costituisce fonte primaria) non vi è alcuna traccia di ordinanze istitutive di posti di blocco lungo la 51 prima del disastro.
Abbiamo invece conferma del blocco stradale istituito a est del bivio per Erto da parte degli operai Augusto Specia e Teonisto Roman, miracolosamente scampati al disastro. E abbiamo conferma [2] di un posto di blocco istituito in località Dogna da una pattuglia dei Carabinieri, anche loro salvatisi per puro caso: ma Dogna orograficamente si trova in sponda sinistra Piave, molto vicino allo sbocco della forra del Vajont, mentre la statale 51 si trova in sponda destra Piave.
Dopo il disastro furono invece istituiti altri blocchi stradali, tra i quali uno a Ponte nelle Alpi, un altro scendendo da Tai di Cadore, prima di Castellavazzo, e ancora lungo la strada che scendeva dalla Val Zoldana, il tutto per agevolare i soccorsi, anche perché la s.s. 51 non esisteva più.
Ora, è possibile che qualche vertice SADE avesse potuto avanzare una richiesta anche informale di blocchi stradali ma se fu fatta, cadde nel vuoto. E in nessuna deposizione resa dagli imputati risulta mai alcun riferimento anche solo a interlocuzioni telefoniche per richiedere un posto di blocco lungo la strada statale 51.
Oltretutto molti automobilisti lasciarono Longarone prima della tragedia raggiungendo regolarmente le proprie abitazioni: nessuno ha mai parlato di posti di blocco lungo tale arteria.
Resto a disposizione per qualunque contributo al riguardo.
(Articolo di Gianmarco Calore)
[1] il refuso nasce proprio dalla confusione con il posto di blocco istituito subito dopo il disastro, per garantire l'accesso ai soccorritori.
[2] intervista di Gino Mazzorana a uno dei militari.
