Molto spesso ci soffermiamo sui danni che l'ondata causata dalla frana del 9 ottobre provocò sulle sponde del bacino e sui centri abitati a valle della diga. Ma danni significativi furono causati anche dall'onda di risalita che percorse in senso contrario il lago verso il passo di S. Osvaldo. Tra questi (non dimentichiamo il danneggiamento anche della galleria di sorpasso, che dovrà essere ricostruita nel 1964), anche la distruzione del ponte del Cerenton, completamente abbattuto.
Si tratta del ponte che collegava la strada di circonvallazione del lago all'altra sponda e quindi ai paesi di Erto e Casso.
La sua costruzione si rese necessaria poichè l'innalzamento del livello del bacino avrebbe sommerso l'antica strada poderale esistente da tempo immemore.
Spesso questa struttura (che si trovava ben lontana dalla diga, molto più verso passo S. Osvaldo) viene confusa con il ponte Nuovo Colomber (o ponte SACAIM) che invece si trovava a valle dello sbarramento e che serviva per i collegamenti di servizio con la centrale del Colomber.
Va detto che sulla stessa cartografia dell'epoca non esiste un riferimento diretto a una struttura denominata "ponte del Cerenton" o "ponte Therenton", stante anche l'esiguo spazio temporale in cui esso fu attivo: il suo nome deriva con ogni evidenza dalla traslitterazione del nome del monte Certen Therten che sovrasta l'area di costruzione. Un'ulteriore ipotesi potrebbe riguardare il ricordo di una località impervia della Val Vajont chiamata "S. Antonio in Therenton" (unico riferimento qui: https://www.windchili.com/2024/03/01/es ... al-vajont/ ), ma tutto rimanda apparentemente al nome della montagna....
Fu costruito nel 1960 dall'impresa "Monti", incaricata del completamento dei lavori di circonvallazione lacuale. La sua realizzazione in calcestruzzo armato poggiava in origine su due travature oblique che sorreggevano l'impalcato scaricandone i pesi e le pressioni sui due plinti addossati alle sponde. La lunghezza era di 87 metri. Risulta che il cantiere per la sua edificazione fosse composto di soli 11 operai. Il suo collaudo avvenne il 10 maggio 1960.
Per permettere nuovamente l'utilizzo della strada che dalla frana corre in fianco sinistro fino al suo ricongiungimento con la statale che arriva dal fianco destro, il ponte è stato ricostruito e inaugurato nel 2008, stavolta sfruttando una struttura a sbalzo, senza travature che ancora oggi costituisce la struttura del genere più lunga d'Italia.
L'itinerario di circa 6 km è agevolmente percorribile con le mountain bike lasciando la macchina presso la diga. E' sconsigliato percorrere l'itinerario con gli automezzi poichè la strada è molto stretta e in alcuni punti ci sarebbero notevoli problemi di manovra non solo in caso di incrocio con altri veicoli, ma anche nel transito di alcune brevi gallerie che risultano ancora più strette. Anche in mountain bike si presti attenzione, soprattutto in corrispondenza di curve particolarmente strette che non permettono un'adeguata visibilità. L'escursione permette di attraversare le frazioni in sinistra idrografica, alcune delle quali pesantemente lesionate dall'ondata di risalita.

Una foto del primo ponte del Cerenton (o ponte Therenton) scattata nel 1963 a pochi mesi dal disastro. Sullo sfondo, il paese di Erto (credits Lorenzo Dal Cortivo)

Una foto del ponte Therenton scattata verosimilmente in occasione del suo collaudo avvenuto il 10 maggio 1960 (credits archivio VdM, fondo 027)

10 maggio 1960: collaudo del ponte Therenton: si nota nella valle il minimo del livello del lago, in quel momento svasato al termine della 1° prova (credits Lorenzo Dal Cortivo)

10 maggio 1960: il collaudo del ponte attraverso la sosta di autocarri a pieno carico (credits Lorenzo Dal Cortivo)

10 maggio 1960: altre inquadrature in campo lungo del collaudo del ponte Therenton prese dalla strada di circonvallazione con sbocco in val Tuora (credits Lorenzo Dal Cortivo)
