A dispetto di quanto si creda, non parliamo di un paese a sè stante, ma di una piccola frazione di Longarone situata in destra Piave, leggermente più a sud del centro del paese.

Il suo nome è associato al campanile della chiesa di San Tommaso, una piccola chiesetta che fu spazzata via dalla furia dell'acqua che si riversò sul paese. Ne sopravvisse, appunto, il campanile e una piccola porzione di ciò che doveva essere la sagrestia, riparata dalla struttura della torre.

La foto della torre campanaria rimasta praticamente intatta in mezzo al nulla fu una delle prime a fare il giro del mondo: molti gridarono al miracolo, per tutti divenne il simbolo di speranza e rinascita, il simbolo della caparbietà di tutti i Longaronesi nel ritornare, ricostruire, vivere ancora. Con termine moderno, oggi lo definiremmo il simbolo della resilienza.

Oggi ciò che resta della chiesetta di San Tommaso è stato restaurato come monumento alla memoria.

 

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La chiesa di Pirago dopo il disastro, con inquadratura da nord verso sud. Ben si comprende come sia stata proprio la chiesa a proteggere il campanile dall'onda di discesa. Credit: Giovanni Kranz

 

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Una foto presa in controcampo dell'area di Pirago, dei resti della chiesa di S. Tommaso e del suo cimitero, a distanza di alcune settimane dal disastro. Sullo sfondo, da sinistra lo sbocco della forra del Vajont e la strada per Dogna. Credit: Giovanni Kranz

 

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Una impressionante veduta aerea di Pirago ne testimonia la devastazione. Credit: Giovanni Kranz

 

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Il particolare di ciò che resta del cimitero adiacente la chiesa di Pirago: rimane in piedi solo una porzione del colombario, vistosamente danneggiata. Credit Giovanni Kranz

 

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Le foto rendono sempre più di mille parole...
Grazie a Lorenzo Dal Cortivo siamo in grado di proporre la chiesa di Pirago prima del disastro e ai giorni nostri, presa dalla stessa angolazione.
La foto di sinistra è della fine degli anni Cinquanta, scattata a colori dal sig. Edward Thomas, evidentemente di passaggio a Longarone.

 

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1963, ottobre.

Questo primo piano dei resti della chiesa di Pirago dice molto sull'azione distruttiva esercitata sul manufatto dall'ondata di discesa. Esso presentò all'onda la sua parte più larga, nella quale le pareti più deboli erano quelle della navata. Furono risparmiate la torre campanaria (probabilmente per le sue più solide fondazioni e per il profilo di minor resistenza) e l'abside (protetta dal campanile).

Credits Lorenzo Dal Cortivo

 

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La chiesa di S. Tomaso a Pirago, prima del disastro. Se confrontata con la foto successiva, ben si comprende la forza distruttiva dell'ondata che la travolse. Credis Lorenzo Dal Cortivo

 

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1963, ottobre.

Una nuova veduta dei resti della chiesa di Pirago, demolita dall'ondata di discesa assieme al cimitero che sorgeva ai suoi piedi: in primo piano, i resti dell'edificio. Lascia senza parole come la chiesa sia stata distrutta e gli alberi siano ancora in piedi...

Credits Lorenzo Dal Cortivo

 

 

Pirago prima Pirago dopo

Il confronto tra il "prima" e il "dopo"

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Soccorritori di fronte a ciò che resta della chiesa (credits Vincenzo Bertolini)