A dispetto di quanto si creda, non parliamo di un paese a sè stante, ma di una piccola frazione di Longarone situata in destra Piave, leggermente più a sud del centro del paese.
Il suo nome è associato al campanile della chiesa di San Tomaso, una piccola chiesetta che fu spazzata via dalla furia dell'acqua che si riversò sul paese. Ne sopravvisse, appunto, il campanile e una piccola porzione di ciò che doveva essere la sagrestia, riparata dalla struttura della torre.
La foto della torre campanaria rimasta praticamente intatta in mezzo al nulla fu una delle prime a fare il giro del mondo: molti gridarono al miracolo, per tutti divenne il simbolo di speranza e rinascita, il simbolo della caparbietà di tutti i Longaronesi nel ritornare, ricostruire, vivere ancora. Con termine moderno, oggi lo definiremmo il simbolo della resilienza.
Oggi ciò che resta della chiesetta di San Tomaso è stato restaurato come monumento alla memoria.
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La foto scattata sulla spianata di Longarone permette di comprendere la posizione esatta della chiesa di Pirago rispetto allo sbocco della forra.
La struttura fu spazzata via dall'ondata che si riversò fuori dalla forra a causa della sua maggiore esposizione; il campanile resistette sia per la sua forma particolare, sia per una questione di pochi metri, sufficienti a collocarlo ai margini della forza dirompente dell'acqua e dei detriti. Per questo motivo divenne il simbolo della tragedia, ma anche un simbolo di fede che - al pari del recupero della statua della Beata Vergine Immacolata in condizioni quasi integre e a circa 60 km di distanza - a molti fece gridare al miracolo.
Credits: Wally Narni

Le foto rendono sempre più di mille parole...
Grazie a Lorenzo Dal Cortivo (che ringrazio) siamo in grado di proporre la chiesa di Pirago prima del disastro e ai giorni nostri, presa dalla stessa angolazione.
La foto di sinistra è del tardo inverno 1963, scattata a colori dal sig. Edward Thomas, evidentemente di passaggio a Longarone.

1963, ottobre.
Questo primo piano dei resti della chiesa di Pirago dice molto sull'azione distruttiva esercitata sul manufatto dall'ondata di discesa. Esso presentò all'onda la sua parte più larga, nella quale le pareti più deboli erano quelle della navata. Furono risparmiate la torre campanaria (probabilmente per le sue più solide fondazioni e per il profilo di minor resistenza) e l'abside (protetta dal campanile).
Credits Lorenzo Dal Cortivo

La chiesa di S. Tomaso a Pirago, prima del disastro. Se confrontata con la foto successiva, ben si comprende la forza distruttiva dell'ondata che la travolse. Credis Lorenzo Dal Cortivo

1963, ottobre.
Una nuova veduta dei resti della chiesa di Pirago, demolita dall'ondata di discesa assieme al cimitero che sorgeva ai suoi piedi: in primo piano, i resti dell'edificio. Lascia senza parole come la chiesa sia stata distrutta e gli alberi siano ancora in piedi...
Credits Lorenzo Dal Cortivo

Il confronto tra il "prima" e il "dopo"

Soccorritori di fronte a ciò che resta della chiesa (credits Vincenzo Bertolini)
