
Tra i tanti personaggi che a vario titolo sono entrati nella storia del Vajont ve ne sono alcuni che lo hanno fatto quasi inconsapevolmente, diventando tuttavia testimoni di primo piano di quella tragedia.
Uno di questi è Giovanni Sesso. Anzi, il maestro elementare Giovanni Sesso.
Fratello gemello di Angelo, classe 1931, nel 1958 Giovanni consegue il diploma magistrale e l'abilitazione alla docenza nelle scuole elementari. La sua prima destinazione è la piccola scuola di Casso, in quella stretta valle del Vajont su cui il paese si affaccia fortemente inclinato verso lo strapiombo che sembra quasi volerlo inghiottire.
Trova una piccola stanzetta proprio in quella scuola frequentata da pochi alunni, la più vicina al baratro che si affaccia sulla costruenda diga del Vajont.
Il maestro Giovanni divide la sua passione per l'insegnamento con un'altra passione, quasi altrettanto forte: quella per la fotografia. Arriva in valle con tutto il necessario, dalla nuova Reflex alle prime pellicole a colori, che daranno alle sue opere quel tocco di "eterna giovinezza" che il b/n non garantisce.
Nel tempo libero, maestro Giovanni si mette a percorrere in lungo e in largo la valle del Vajont, sia in sponda sinistra che in sponda destra. Scatta un numero imprecisato di foto, non sapendo di lavorare per la Storia. Immortala la diga nella sua fase finale di costruzione, il bacino artificiale che cresce, ma anche i paesi, quel favoloso pian del Toc da tutti considerato una sorta di paradiso terrestre, fin su al pian del Canever...
E già prima del disastro del 9 ottobre è primo involontario testimone di uno dei distacchi "minori" avvenuto sul margine orientale della frana del 4 novembre 1960, di cui abbiamo parlato QUI.
Non sappiamo dove fosse maestro Giovanni la sera del 9 ottobre 1963: se dentro la scuola - ad anno scolastico appena iniziato - oppure altrove. Sappiamo però che dopo la tragedia ritorna sui luoghi devastati e cerca ove possibile di immortalarli dalla stessa angolazione del "prima", per confrontare quegli scatti con il "dopo". In massima parte vi riesce e da questo confronto scaturisce una sua opera - oggi introvabile - dal titolo Vajont - Immagini del Toc Prima e Dopo, ed. Campanotto. Il risultato è strabiliante e colpisce lo spettatore come un pugno sullo stomaco, nel continuo confronto di una valle dalla bellezza aspra con ciò che resta di un'apocalisse.
La forza di quel disastro è talmente violenta che maestro Giovanni nel 1989 va in pensione anticipata per dedicarsi anima e corpo alla scrittura. Si iscrive alla facoltà di Lettere conseguendone la laurea nel 2008; alla sua produzione letteraria (che spazia dalle poesie per bambini a testi di più ampio respiro) segue la ripresa della correzione dei compiti dei ragazzi della scuola "De Amicis" di Cordenons, preparando anche le lezioni.
Nel 2017 maestro Giovanni è ancora in piena attività: un vulcano di energie, con nuovi progetti per i "suoi" alunni e quel sorriso disarmante di una persona buona.

(credits Il Messaggero Veneto del 22 settembre 2017)
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